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A Milano solo polemiche, tappa neutralizzata

A Milano è come se il Giro non si fosse corso, almeno questo è quello ch molti appassionati di ciclismo, quello vero, avranno pensato spegnendo a metà la televisione per godersi una domenica di sole. Si perché di corsa ce n’è stata davvero poca, con i ciclisti che, dopo una caduta iniziale che ha coinvolto Martinez e Fothen e un altro bel po’ di gente che ha messo i piedi per terra, si sono presi paura e hanno deciso di fermarsi lì.

E si sono proprio fermati! Tutto è partito da Armstrong, che almeno così è riuscito ad ottenere un po’ di gloria, visto che quella ciclistica ultimamente lascia a desiderare, che parlando con i leader di tutti i team ha dato il via alla concretizzazione delle polemiche dei giorni prima sulla “mancanza di sicurezza” del tracciato. E così medie lentissime sull’ordine dei 30 km/h fino allo stop con il Di Luca show con il microfono dello speaker a parlare a nome dei 90 corridori dicendo che il giro di Milano sarebbe stata solo una passerella perché non vi erano le condizioni, tappa neutralizzata e non c’è niente da fare.

Di Luca si è preso troppe libertà, anche perchè mica può decidere per gli altri, e cos’ì a fine Giro se l’è pure presa con chi non ha rispettato gli “accordi”: "Ottenuta la neutralizzazione dei distacchi, i velocisti hanno protestato chiedendo di essere tutelati. L’idea quindi è stata quella di arrivare tutti insieme, senza sprint, lasciando alla Rabobank intera il successo di tappa da dedicare a Horrillo, che ieri ci stava lasciando la pelle. Poi, come sempre accade nel ciclismo, qualcuno ha fatto di testa sua confermando che in questo sport non ci sarà mai unità. La Lampre? Sì, c’erano anche loro a tirare negli ultimi giri, ma non erano soli".

Uniti o no, neutralizzata o no, i velocisti a questa tappa ci tenevano, uno su tutti Cavedish che alla fine l’ha pure vinta mettendoci la faccia, ma al Giro si corre non si parla e lui l’ha fatto, alzando le medie alla fine e portandosi a casa la nona tappa del giro del Centenario : "Ognuno la pensa in modo diverso, al Giro ci sono solo 4-5 tappe da sprint. Chi non vuole fare la corsa non la fa", mentre Armstrong, dopo tutto questo casino mette un bel post it su Twitter "C’erano i binari del tram lungo diversi tratti, macchine parcheggiate a bordo strada... Sfortunatamente non è stata una bella giornata", già, ma chi è stato a rovinarla?

Indispettito anche Angelo Zomegnan, direttore del Giro: "Da due giorni rimbalzavano sms contrari a questo circuito, che invece ha superato tutte le verifiche In più, appena saliti in bici, i corridori hanno palesato perplessità su alcuni tratti, paure che abbiamo condiviso neutralizzando la corsa. Nei primi 4 giri si è andati a 33 chilometri orari, negli ultimi tre a 50: il percorso non era così ostico. Ieri a Bergamo sono state annullate tutte le celebrazioni perché a 300 metri c'era un ragazzo (Horrillo, ndr) che rischiava la vita. Il gesto dei corridori non è stato rispettoso verso il Giro e la gente di Milano. Il fatto è che in questo circuito si doveva continuamente rilanciare l'azione. Bisognava alzare il sedere dalla sella: quando si invecchia, invece, si accorciano le gambe e si allunga la lingua".

Guarda gli highlights della nona tappa del Giro d’Italia a Milano

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