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A Pechino la spunta Murray, e a Federer sta bene così

Alla fine a spuntarla nell’attesissima finale dello Shanghai Rolex Masters, penultimo Master 1000 stagionale svoltosi a Pechino, è lo scozzese Andy Murray che, a dispetto del pronostico naturalmente a lui sfavorevole, regola Roger Federer in due set con un secco 6-3 6-2 in 86 minuti di gioco.

20 colpi vincenti e 4 break a favore hanno permesso a Murray di abbattere un Federer sempre più stanco (e 30 errori ne sono decisamente la prova concreta), anche lui provato da una stagione difficile dove si è visto passare avanti Nadal, il quale ha invece vissuto un anno da sogno vincendo praticamente tutto. Da parte sua Murray ha giocato bene, è stato preciso e questo risultato è frutto di ottimo lavoro fatto sul campo, d’altronde i numeri lo scozzese li ha sempre avuti: ‘E' stata una settimana splendida, ho giocato a tratti il mio miglior tennis – dice Murray, il quale tra l’altro aveva già battuto Federer a Toronto quest’anno - Ho servito alla grande, in particolare nei game in cui dovevo rincorrere nel punteggio. La mia seconda palla è migliorata molto dall'inizio della stagione’.

In ogni caso nonostante la sconfitta anche Federer ha di che consolarsi dato che almeno, dopo aver battuto Djokovic in semifinale, si riprenderà il secondo posto in classifica Atp: ‘So che è difficile vincere tornei di questo livello – ha commentato lo svizzero - Non è semplice, Andy ha giocato benissimo. Io ho avuto qualche possibilità ma non ho messo a segno nessun break. Lui, d'altra parte, non mi ha concesso molto. Merito suo, anche se io non ho trovato molti grandi colpi. La mia settimana, però, resta positiva’.

 (foto © LaPresse)

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