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Ad 84 è morto Lino Lacedelli, fu il primo sul K2

Dopo Achille Compagnoni anche Lino Lacedelli è morto questa notte nella sua casa di Cortina a pochi giorni dal suo 84esimo compleanno. Con loro due muore anche l’impresa, ora destinata solo a vivere nei ricordi, dei due scalatori che 55 anni fa raggiunsero per primi la vetta del K2.

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Una vita la loro segnata da questo evento in maniera indissolubile, gloria e amarezza per un caso che è rimasto insoluto fino a poco tempo fa quando proprio Lacedelli ammise le colpe in un libro scritto insieme a Giovanni Cenacchi: "K2 il prezzo della conquista". E che prezzo, infatti quella vetta quasi costò la vita a Walter Bonatti, che i due non aspettarono, evitando di farsi trovare, nonostante avesse portato con sé lo bombole d’ossigeno ben oltre gli 8mila metri insieme all’hunza Mahdi, costringendolo ad un bivacco notturno che rischiò di essergli fatale.

Una brutto episodio certo, tutto per non voler dividere la gloria di una conquista ambita da tutta una vita, una conquista che però è arrivata e che ora è destinata a rimanere incisa nei video e nelle foto e tramandata ai posteri attraverso i racconti della montagna, quei racconti che profumano d’avventura d’altri tempi, quando era l’uomo che solo sfidava la natura per raggiungere luoghi mai visti prima.

Alla fine non è stata la montagna a stroncare Lacedelli, ma la malattia, un cuore operato che però alla fine non ha retto all’età, ma un cuore ricco di soddisfazione, quella di essere stato l’eroe che nel dopoguerra ha permesso all’Italia di rialzare la testa con orgoglio, lo stesso con il quale nel cinquantenario della prima salita Lacedelli tornò a vedere il K2 nell’ambito della spedizione celebrativa al termine della quale gli chiesero se la montagna fosse cambiata: “No, la montagna non cambia. Siamo noi che cambiamo", rispose, ben consapevole di quel che stava dicendo.

Anche Reinhold Messner lo ricorda: “Lacedelli era un forte alpinista, un grande 'dolomitista', la testa degli Scoiattoli di Cortina e un generoso membro del Soccorso alpino. Non un genio, ma una persona simpatica e semplice”, e allora è così che ce lo ricorderemo, ed è così che se lo ricorderà anche la montagna che lui ha sempre trattato da pari.

 (foto © LaPresse)

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