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Ai Mondiali è polemica sulla Semenya: “E’ un uomo…”

Anche ieri grande giornata di sport ai Mondiali di Berlino con alcune finale molto importanti che hanno aggiudicato medaglie pesanti. Prima fra tutte quella del disco, un gara molto attesa e vinta dal padrone di casa il tedesco Robert Harting che con 69,43 si mette davanti al polacco Piotr Malachowski, bronzo all'estone Gerd Kanter (66,88), campione uscente, al quale non manca di far capire di stare zitto (mimo il gesto nell’esultanza) dopo gli screzi di qualche giorno fa.

Ma si è corsa anche la 1500, dove l’oro se l’è aggiudicato il rappresentante del Bahrain Yusuf Saad Kamel che ha preceduto l'etiope Deresse Mekonnen e lo statunitense Bernard Lagat, mentre nei 100 metri ostacoli è arrivato un bellissimo oro per la giamaicana Brigitte Foster-Hilton che a 34 anni, con il tempo di 12"51 realizza il suo sogno mettendosi davanti alla canadese Priscilla Lopes-Schliep e all’altra giamaicana Delloreen Ennis-London.

Ma la gara maggiormente segnata dalle polemiche è stata quella degli 800 metri, dove ha dominato, neanche a dirlo la “mascolina” Caster Semenya, 18enne sudafricana, mentre Elisa Cusma non è andata oltre il sesto posto, e la sua reazione nei confronti dell’atleta sudafricana non lascia spazio ad ulteriori commenti: "Io quella che ha vinto, la sudafricana Semenya, nemmeno la considero, per me non è una donna, e mi dispiace anche per le altre. Deve fare il test della femminilità? - ha detto ancora l'azzurra - Era già successo con la Jelimo, ma intanto a questa gente fanno vincere medaglie. È inutile giocare con queste cose, e non è giusto".

Guarda le foto della 18enne sudafricana Caster Semenya e scopri se è davvero una donna…

Guarda il video dei suoi 800 metri

Da parte sua la Semeya ha già fatto intendere che non ha nulla da nascondere, ed è celebre la sua risposta ad un benzinaio di Città del Capo che aveva messo in dubbio la sua femminilità: "Vuoi vedere cosa c’è qua sotto?", e anche il suo allenatore continua a rispondere allo stesso modo alle domande dei giornalisti: "Telefonate pure alle sue compagne di stanza a Berlino, l’hanno vista in doccia, lì non si può nascondere niente".

Intanto la Iaaf per chiarire ogni dubbio, non solo su di lei ma anche su altre atlete “sospette”, come la mozambicana Maria Mutola, la kenyana Pamela Jelimo, la tedesca Ariane Friedrich e altre russe e ucraine, ha predisposto una serie di esami per verificare l’identità sessuale della ragazza: "Il test per stabilire il genere sessuale è complesso, comprende la valutazione di aspetti fisici e psicologici. Si tratta di un iter complesso e costoso, oltretutto bisogna seguire la procedura prestando particolare attenzione alla privacy" - ha detto Nick Davies, portavoce Iaaf - "i risultati arriveranno nel giro di alcune settimane. Ma non ne sono sicuro".

Intanto arriva in finale dei 5000 metri Silvia Weissteiner che dopo il ripescaggio è molto felice: "Le mie sensazioni sono buone, spero bene per sabato - ha detto l'altoatesina subito dopo la batteria.- Negli ultimi mesi mi sono allenata bene, mi sento abbastanza sicura e spero bene per la finale". Come lei si qualifica nella finale del salto in alto di venerdì sera anche , mentre nulla da fare per Matteo Galvan eliminato nei 400 metri.

Infine oggi ci sarà anchge la 50 km di marcia che vede impegnato il nostro Alex Schwazer, forse l’unica possibilità di vedere un italiano alzare almeno una medaglia in questo Mondiale per gli azzurri davvero avaro, ma stasera c’è anche Bolt, e tutti si chiedono dove potrà arrivare…

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