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Alinghi vs. New Zealand, che tipo di match race?

Le semifinali della Louis Vuitton Cup hanno mostrato differenti stili di regata. Il match tra Luna Rossa e BMW ORACLE Racing ha visto fronteggiarsi due team pronti a prendere rischi, accettando la separazione tra le barche in cerca del vento migliore. Nel match tra Desafio Espanol 2007 e Emirates Team New Zealand abbiamo visto le barche più vicine, in situazione di tipico match race.

Nelle finali della selezione degli sfidanti, l’approccio dei kiwi di volere sempre mantenere il contatto con l’avversario ha avuto la meglio sullo stile di Luna Rossa che preferiva regatare in libertà.

Quindi, che match vedremo tra Alinghi e i neozelandesi? Che regate saranno quelle della 32ma America’s Cup?

Racconta Simon Daubney, trimmer del defender: “Di tutti gli stili che ho visto fino a ora, il nostro si avvicina più a quello di Emiraes Team New Zealand. Mi è sembrato che Luna Rossa e BMW ORACLE Racing non erano contente neanche quando erano avanti di sei lunghezze, mentre i neozelandesi erano felici di gestire un vantaggio di una lunghezza. Dopo tutto, sia noi sia i kiwi ci alleniamo con le due barche sempre molto vicine e mai separate”.

Pensando alla finale contro la barca italiana, il tattico dei kiwi, lo statunitense Terry Hutchinson, dice: “Il nostro obiettivo era di non concedergli mai un centimetro di spazio libero. Siamo sempre restati tra loro e la boa che dovevamo andare a girare. Ci siamo separati solo quando eravamo sicuri che la scelta si sarebbe trasformata in un guadagno certo”.

Il defender ha il vantaggio di aver potuto osservare l’equipaggio neozelandese in regata durante tutto il suo percorso nella selezione dei challenger. Difficilmente i kiwi riusciranno a colpire Alinghi con scelte tattiche a sorpresa. Dall’altra parte, il team svizzero si è allenato da solo e in segreto, ma certamente anche i neozelandesi avranno avuto i loro osservatori.

Simon Daubney afferma che il lavoro principale di Alinghi svolto durante gli allenamenti è stato lo sviluppo delle barche ancor prima delle manovre e racconta: “Storicamente la Coppa è stata sempre vinta dalla barca più veloce, anche se noi speriamo di essere superiori pure nella tecnica di conduzione”.

Così, la speranza di Alinghi è di avere una barca più veloce del challenger. Come dicono tanti velisti: “La velocità rende il tattico un genio”. In altre parole, nessun tipo di tattica può avere successo contro una barca più veloce. Tuttavia, le differenze di prestazione tra le due imbarcazioni dovrebbero essere minime. Se Dean Barker e i kiwi continuearanno a partire come hanno fatto contro Luna Rossa, allora Alinghi potrebbe trovarsi in seria difficoltà.

Tatticamente, Alinghi dovrebbe essere molto forte. Dopo tutto, il tattico neozelandese Brad Butterworth (neozelandese, 48 anni, nella foto) ha vinto le ultime tre edizioni dell’America’s Cup: con Team New Zealand nel 1995 e nel 2000 e con Alinghi nel 2003. Tuttavia, non ha anni di esperienza condivisa con Ed Baird e Peter Holmberg, i due timonieri candidati a impugnare la ruota di Alinghi.

Dean Barker e Terry Hutchinson (americano, 39 anni, nella foto), rispettivamente timoniere e tattico di Emirates Team New Zealand, vantano più tempo passato insieme. La sinergia tra i due potrebbe rivelarsi determinante nella finale della 32ma America’s Cup.


Ironicamente, i tifosi neozelandesi faranno il tifo per il tattico americano e non per il loro connazionale imbarcato su Alinghi.


(via Americascup.com)


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