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Antidoping al ristorante, ciclismo sempre più ridicolo!

Va bene i controlli antidoping, ma quando è troppo è troppo. E’ capitato infatti ad Oscar Pereiro Sio, ciclista spagnolo vincitore del Tour de France 2006, di essere sottoposto ai controlli antidoping durante una cena con gli amici in un ristorante.

Secondo il quotidiano spagnolo “La Voz de Galicia", la scorse settimana Pereiro Sio è stato raggiunto, mentre si trovava a cena con un gruppo di amici a Santiago de Compostela da un gruppo di ispettori dell’Uci, coloro che si occupano dei controlli antidoping.

Gli ispettori avrebbero chiesto al ciclista di andare con loro in albergo per le analisi, e ovviamente lui si è rifiutato dato che stava beatamente cenando con dei suoi amici per i fatti suoi, e per evitare tutte le solite grane, dato che poi questi ispettori hanno anche il coraggio di dire che gli atleti si rifiutano di sottoporsi ai controlli, ha deciso di recarsi in bagno per gli esami.

Purtroppo però qui lo spazio non era sufficiente e alla fine Pereiro Sio si è dovuto sottoporre agli esami sangue-urine nel corridoio, sotto gli occhi di tutte le altre persone che stavano cenando. Va bene i controlli e va bene la solerzia, ma questo è eccessivo, essendo una chiara e palese violazione della vita personale di un atleta che, oltre a dover subire l’umiliazione di essere controllato cosi sfacciatamente, avrebbe rischiato anche una squalifica se si fosse opposto.

Possibile che nessuno dalla Federciclismo abbia niente da dire? Non esistono più le cliniche dove effettuare i test? E se andassero i ciclisti a stressare gli ispettori che stanno mangiando al ristorante per i fatti loro? No comment…

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