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Aperta un’inchiesta sulla morte di Tomizawa

Dopo la tragedia lo sconcerto. Il procuratore di Rimini, Paolo Giovagnoli ha infatti aperto un fascicolo d'inchiesta sulla morte del pilota giapponese Shoya Tomizawa, un atto dovuto certo, ma che và cozzare in maniera pesante con tutto quello che è accaduto nei momenti appena successivi all’incidente (l’ambulanza che se ne và lenta, il barellista che inciampa, la bandiera rossa mancata): specie se poi inseriti nel registro degli indagati per omicidio colposo, si ha il coraggio di infilarci anche Alex De Angelis e Scott Redding, i due che sì hanno travolto Tomizawa, ma ai quali probabilmente servirebbe più che altro uno psicologo per ritrovare il coraggio di risalire in moto e non chi li accusa di aver ammazzato un collega.

Guarda il video dell’incidente mortale di Shoya Tomizawa

Insomma la tragedia avvenuta in Moto 2 nel Gp di San Marino è ancora, e come non potrebbe esserlo, una ferita aperta che fa male nel cuore del motomondiale, soprattutto pensando a quella mamma in Giappone che sta aspettando la salma di suo figlio al momento bloccata in Italia in attesa dell’autopsia, chissà poi per scoprire che cosa...

In tutto questo forse le spiegazioni più logiche e umane ha cercato di darle il Dottor Costa della Clinica Mobile, rispondendo prima a chi parla di soccorsi: ‘La bandiera rossa è un gesto di protezione. Tutto si ferma per vedere di salvare un ragazzo di 20 anni, ma quando in pista sfrecciano altri piloti a velocità vertiginosa si può decidere di spostare il soccorso in una zona protetta - ha detto, e poi ha concluso così, ricordando quel ragazzo di 20 anni, grande promessa scomparsa troppo presto - Sono delle scelte che i medici che sono a bordo pista possono fare. In questo caso non entro più nel merito di questa situazione perché la cosa che mi ha affranto è che un ragazzo che espandeva profumo ha perso la vita a 20 anni. Tutti hanno lavorato con grande impegno a Misano e a Riccione, con tanto amore. Quando alle 14.19 Shoya ci ha lasciati sul lettino, gli sono stati tolti i macchinari, i tappi alle orecchie e qualcuno lo ha baciato in fronte sembrava che quel corpo sorridesse ancora. Nel paddock anche se non sarà più presente fisicamente, resterà il suo sorriso. Come reagiscono i piloti? C'e' il dolore, ma loro sanno che giocano a scacchi col rischio e pericolo della morte e proprio per questo per me sono speciali. Loro inconsciamente con questa signora vestita di nero parlano’.

 (foto © LaPresse)

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