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Armin Zoeggeler, nove volte campione del mondo

E sono nove! Armin Zoeggeler vince ancora e lo fa con stile, con classe, con potenza: tutte doti che fanno saltare i nervi agli avversari, perchè lui non lascia niente a nessuno, non a caso è chiamato il ‘cannibale’.

E anche a Cesana Pariol (dove ha già vinto un oro olimpico e la parola sconfitta non è concepita), l’eroe azzurro si porta a casa miglior tempo nella prima e nella seconda manche vincendo lì e stravincendo il Mondiale, davanti ai tedeschi Loch e Ludwig che si limitano a guardare e sperare che l’Italia gli paghi la pensione anticipata.

Neanche Demchenko, avversario diretto poteva dare nulla, il vantaggio accumulato nelle 7 prove precedenti era troppo, tanto che per vincere gli sarebbe bastato un 21° posto, e figurati invece che lui ha vinto anche qui: ‘Volevo vincere anche per mandare un segnale a due settimane dalle Olimpiadi e poi non sono capace a frenarmi: rischio di sbagliare – spiega a fine gara Armin -. Sono molto soddisfatto. A questo punto, comunque finisca a Vancouver, andrò avanti almeno un anno perché con la nuova preparazione ho migliorato persino il mio punto debole, la spinta, non mi sento vecchio, nè mi pesa allenarmi anche se con l’età ho dovuto cambiare qualcosa nel lavoro in palestra’.

Certo rimane un po’ di rabbia per chi maltratta questo sport, i suoi impianti, e il sacrificio di una vita: ‘Ci sono cose che non capisco - ammette Zoeggeler - come l’idea che si possa smantellare la pista di Cesana, una delle poche al mondo che piace a tutti, anche a quelli del bob. In giro ce ne sono alcune vecchie di trent’anni e funzionano: questa ha solo 4 anni e la si vuole chiudere lasciando noi italiani senza un punto di riferimento anche per gli allenamenti. Prima del 2006 dovevo spostarmi qua e là, chiedendo spazio in casa d’altri. Negli ultimi quattro anni siamo venuti spesso qui ed è stato un vantaggio: basta vedere i miglioramenti dei miei compagni. Spero che si faccia qualcosa per tenerla aperta’.

Ora però non si scherza, archiviato il Mondiale c’è da pensare a Vancouver, vincere un oro anche questa volta vorrebbe davvero dire avere le chiavi della gloria eterna: ‘Mi alleno 3 giorni a Cesana - conclude - poi vado a casa e il 7 parto per il Canada. Volevamo farlo un giorno prima ma non c’era posto sugli aerei. Pazienza, tanto non avrei saputo cosa fare laggiù: non ci fanno provare la pista, che spero ghiaccino come questa di Cesana altrimenti per me sarà un problema trovare la velocità, nè sono il tipo che prima di una gara si distrae in giro. Il giorno dopo la cerimonia inaugurale sarà già tutto finito’.

Olimpiadi di Vancouver 2010, ormai queste parole sono entrare nell’animo di tutti, tifosi ma soprattutto atleti: molti lì si giocheranno una carriera, per Armin sarà l’ennesima sfida da portare a casa a testa alta!

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