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Armstrong, dal 2010 una nuova squadra

"Volete sapere dello sponsor? Dovrete aspettare ancora un po’. Posso dirvi che la squadra non si chiamerà Nike-Livestrong". Tira tira tira, alla fine si rompe. E’ quello che deve aver pensato Armstrong quando ha visto la “sua” maglia gialla, sulle spalle del “suo” capitano Alberto Contador, che tra l’altro a mettersela alla faccia di Lance ci ha evidentemente goduto un sacco, ma tutto ha un limite.

E così ecco oggi l’annuncio ufficiale, Armstrong lascerà l’Astana a fine Tour, con lo scopo di creare una squadra tutta nuova dove, guarda un po’, il leader sarà lui. Il progetto è più che mai concreto, dato che a quanto sembra gli sponsor ci sono già, e c’è anche già il direttore sportivo, che dovrebbe essere Johan Bruyneel, attualmente anche lui uomo di dirigenza Astana, manca solo qualche piccolo dettaglio, compensato dalla voglia dello statunitense di non fare più da gregario a nessuno.

La notizia come sempre è arrivata su Twitter, l’inflazionatissimo social network dal quale Armstrong si diverte a fare nuovi proclami ogni giorno, meglio che un conferenza stampa personale, anche se immaginarsi Armstrong come un quindicenne che posta i suoi link e suoi pensieri alla mò di un film di Moccia sulla sua pagina personale fa alquanto sorridere, specie pensando che fino a tre anni fa si dava come un vecchietto che con le corse in bici aveva ormai chiuso.

Ma intanto il Tour ancora non è finito, e oggi va in scena un tappone alpino da leccarsi i baffi, con un sacco di interrogativi che potrebbero sciogliersi in maniera definitiva al termine dei 225 km di tappa, 59 dei quali su salite da capogiro: dopo 18 km il Cormet de Roselend (1/a cat., 18,1 km al 5,7%); dopo 56 km il Col de Saisies (1/a cat., 15, 1 km al 6%); dopo 111,5 km l’Araches (2/a cat., 6,3 km al 7%); dopo 140,5 km Col de Romme (1/a cat., 8,8 km all’8,9%); dopo 154,5 la Colombiere (1/a cat., 7,5 km all’8,5%).

Contador qui si gioca un giro, se tiene oggi è fatta, ma c’è appunto Lance Armstrong che potrebbe aver risparmiato qualche cartuccia per oggi, anche se è davvero difficile che riesca a fare la gara, a questo punto, da solo. Allora potrebbe essere il giorno di Andy Schleck, che come unica alternativa credibile a Contador ha il dovere di provarci, come ce l’ha Pellizzotti, che deve arrivare a Parigi in maglia a pois a far sognare il pubblico italiano…Al traguardo di Le Grand Bornand di oggi intorno alle 17.30 tante cose saranno più chiare, l’unico dubbio che rimane è capire da che parte penderà la bilancia di questo Tour.

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