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Armstrong: “Vogliono impedirmi di correre il Tour”

"Vogliono impedirmi di correre il Tour. Anche se sono pulito e non mi sono sottratto a nessun controllo. Anche se tutti i test sono stati negativi. Ma c'è una probabilità molto alta che l'agenzia francese antidoping mi escluda dal prossimo Tour". E’ stanco Armstrong, almeno è quello che si riesce ad intravvedere nella sua espressione, quella di un campione che si sente tradito dal suo mondo e che rischia di non correre una gara per la cui riuscita aveva sfidato medici e destino.

L’ultimo infortunio alla clavicola doveva tenerlo lontano dalle piste per tutta la stagione, mettendo in crisi sia il Tour che il Giro d’Italia, ma ora non deve combattere contro il su corpo, ne con la malattia che il suo corpo già lo aveva invaso, e che lui li aveva battuto, ora c’è il rischio del doping.

Vuole correre Armstrong, ma ora un’altra ombra si addensa su di lui, lo spettro del doping. Tutto risale al 17 marzo e ad un controllo a sorpresa nel quale oltre alle urine gli vengono richiesti sangue e capelli, e lui non ci sta, almeno per mezz’ora, e quando si arrende all'AFLD che fa rapporto all'Unione ciclistica internazionale e all'Agenzia mondiale antidoping era già troppo tardi: "Il corridore dell'Astana non ha rispettato l'obbligo di rimanere sotto diretta e costante osservazione dell'addetto ai controlli". Poche parole per gettare il campione in un tunnel nero che mai si sarebbe aspettato quando annunciò il suo rientro nella corse.

"Non ho provato a evadere i test e neppure a rinviarli, non ero sicuro che quell'uomo fosse proprio un ispettore, mi sono informato e ho fatto una doccia dopo un lungo allenamento, tutto qui". Ma tutto qui forse non è. E se a questo ci aggiungiamo che la clavicola non è ancora a posto cosa rimane? "Io sto meglio, la clavicola sembra solida, mi sto allenando in bici e a piedi e posso essere competitivo: se non potrò correre il Tour, mi consolerò al Giro".

Già, il Giro d’Italia, quella gara che ad Armstrong manca e che vorrebbe correre, ora non resta che capire che ne sarà del suo futuro, sperando che questo non intacchi il passato di un campione che ha fatto la storia di questo sport.

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