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Atletica, doping: la Russia sotto attacco della Wada, chiesta la squalifica dalle Olimpiadi

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La Russia dell'Atletica è accusata di doping di Stato. La Wada, sigla di Word Anti-Doping Agency, ha messo nero su bianco la propria tesi, secondo cui Mosca avrebbe pianificato una strategia per rendere più competitivi i propri atleti. E addirittura, sempre secondo l'agenzia, sarebbero state distrutte oltre 1.400 provette su preciso ordine del ministro dello sport, Vitaly Mutko, per insabbiare qualsiasi prova. Da Mosca è arrivata una secca smentita, ritenendo l'operazione un attacco politico.

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Il rapporto della Wada, di oltre 300 pagine, contiene parte da un principio: la Russia non ha un sistema di controllo "conforme al codice mondiale antidoping" perciò la Iaaf, la federazione internazionale dell'Atletica, dovrebbe sospenderla "da tutte le competizioni finché tutto non sia chiarito". La pratica illecita sarebbe stata addirittura orchestrata dalla politica. "Sarebbe ingenuo pensare che tale azione sistematica possa essere avvenuta senza l'esplicita o tacita approvazione della autorità governative russe. L'infiltrazione di agenti dell'FSB testimonia la diretta intimidazione russa alle attività del laboratorio di Mosca", attacca la Wada. Il presidente della Iaaf, Sebastian Coe, ha accolto con prudenza le conclusioni dell'agenzia anti-doping. "Le informazioni contenute nel rapporto sono allarmanti. Abbiamo bisogno di tempo per analizzarle correttamente e comprenderne i risultati", ha puntualizzato. L'unica mossa ufficiale è l'apertura di una procedura nei confronti della federazione russa.

La Russia ha però respinto al mittente qualsiasi addebito. Il ministro Vitaly Mutko è uno dei fedelissimi di Putin a cui sono stati affidati i grandi eventi come le Olimpiadi invernali di Sochi e l'organizzazione del Mondiale di Calcio del 2018. La sua difesa è stata netta: "La Wada non ha il diritto di sospendere nessuno. Le conclusioni della commissione non sono sostenute da prove e non contengono fatti nuovi", hanno sostenuto il ministro. "Se si legge il rapporto è scritto più o meno così: secondo le nostre informazioni c'è l'influenza dello Stato, rappresentato dal ministero, su tutto questo sistema. Non abbiamo le prove, però allo stesso tempo riteniamo che ci sia una forma di influenza. Ma che tipo di accusa è?", ha concluso Mutko.

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