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Australian Open, ci voleva la n°1 per battere la Schiavone

Viene da dire solo ‘peccato’ dopo aver assistito al match valido per l’accesso alle semifinali tra Francesca Schiavone, da questa settimana n°4 del mondo, e la danese Caroline Wozniacki, n°1 del mondo: un peccato sì, perché quando hai di fronte la tennista più forte che c’è in giro e giochi con questa grinta dopo aver disputato due giorni prima il match più lungo della storia in uno Slam, allora il rammarico per una sconfitta brucia ancora di più.

Ma Francesca non ha rimpianti, in 2 ore e 24 minuti ha dato tutto, portando a casa anche un set nel match che si è concluso per 3-6 6-3 6-3. L’avvio è tutto della milanese che dimostra di aver recuperato alla grande la fatica riuscendo a chiudere il primo set per 6-3 ed esaltando i suoi tifosi fino al 3-1 di vantaggio del secondo set: qui però qualcosa cambia, con la Wozniacki che si ricorda chi è proprio nel momento in cui la 30enne di Milano tira un po’ il fiato, e qui cambia il match con un parziale di 14 punti a 2 e poi uno pesantissimo di 6 game a zero.

Dal 3-1 la danese passa al 4-2 e poi 6-3 ed il set si chiude, e purtroppo anche nell’ultimo e decisivo set le gambe stanche si fanno sentire, mentre la Wozniacki chiudeva l’incontro pensando alla sua prossima avversaria, la cinese Na Li che si è imposta 6-2 6-4 la tedesca Andrea Petkovic. Domani gli ultimi due quarti con le sfide Zvonareva-Kvitova e Clijsters-Radwanska, poi saranno semifinali.

Anche negli uomini p quasi tempo di semifinali, echi ci sarà sicuramente è Roger Federer che centra questo traguardo qui per l’ottava volta di fila battendo 6-1 6-3 6-3 il connazionale Stanislas Wawrinka: ora è tempo di pensare ad uno tra Tomas Berdych e Novak Djokovic con un pensiero fisso nella mente, tornare a vincere a Melbourne dopo il successo dell’anno scorso, l’unico torneo tolto a Nadal che altrimenti avrebbe portato a casa il Grande Slam.

 (foto © LaPresse)

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