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Ban Ki-moon non sarà all'apertura dei Giochi

Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon non presenzierà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi che si svolgerà l'8 agosto a Pechino. "La decisione è stata presa mesi fa ed è stata presa a causa di sovrapposizione di appuntamenti in agenda" ha precisato Marie Mukabe portavoce Onu.

L'Onu ha precisato che l'assenza del segretario generale non ha nulla a che vedere con la proposta di boicottare i Giochi. "Alcuni mesi fa - ha spiegato Marie Mukabe - Ban Ki-moon ha comunicato al governo cinese l'impossibilità di presenziare alla cerimonia di apertura dei Giochi a causa di impegni precedenti". Questo vuol dire che la decisione è stata presa prima che, in Tibet e intorno alla regione, iniziassero le violente agitazioni contro Pechino.

La torcia olimpica nel frattempo sta continuando il suo viaggio attraverso i 20 Paesi prima di arrivare a Pechino. Dure proteste si sono sollevate al suo passaggio a Londra, Parigi e San Francisco. Oggi la torcia è attesa in Argentina dove gli attivisti del Paese hanno assicurato che la loro sarà una protesta pacifica ma hanno al contempo promesso sorprese. Allertati a Buenos Aires migliaia di poliziotti disposti lungo i 13 chilomentri di tragitto previsti dal corteo che accompagnerà la torcia olimpica.

Il Dalai Lama, leader spirituale di molti tibetani, ha detto oggi dal Giappone che il popolo cinese merita di ospitare le Olimpiadi ma allo stesso tempo ha affermato che i manifestanti hanno il diritto di portare avanti la loro protesta non violenta. "L'espressione dei loro sentimenti è cosa loro - ha sottolineato il Dalai Lama - nessuno ha il diritto di zittirli. Uno dei problemi del Tibet è che non c'è libertà di espressione".

Sull'ondata di proteste che sta accompagnando il passaggio della torcia è intervenuto anche il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Jacques Rogge, il quale ha affermato che le manifestazioni contro la Cina hanno determinato una situazione di crisi ma che la torcia olimpica proseguirà il suo percorso. Rogge ha poi rivolto un appello agli atleti affinché non perdino la fiducia e alla Cina perché rispetti l'impegno "morale" a migliorare i diritti umani prima delle Olimpiadi. Immediata la replica di Pechino: "Il Cio pensi a mantenere distinti dallo spirito olimpico le questioni politiche irrilevanti". Secondo il governop cinese il Tibet è parte integrante della Cina e quanto vi accade è solo una questione interna.

Dopo aver toccato l'Argentina la torcia arriverà in Tanzania. Ma la keniana Wangari Maathai, premio Nobel per la pace 2004, ha già fatto sapere di aver annullato la sua partecipazione alla staffetta per la fiaccola olimpica prevista per domenica a Dar es Salaam in segno di solidarietà con il popolo tibetano.

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