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Basket, o il velo o il basket! Aut aut ad una giocatrice israeliana

Notizia shock dal basket elvetico, dove ancora una volta sport, politica e religione vanno ad intrecciarsi, e a farne le spese come spesso accade sono gli sportivi, costretti a scegliere tra la propria fede o la propria passione agonistica.

Ancora una volta al centro delle attenzioni la cultura islamica, ancora una volta una donna, Shura Al-Shawk, islamica e giocatrice della squadra del Stv Lucerna, alla quale lafederazione basket svizzero-tedesca ha imposto un ultimatum: o ti togli il velo dalla testa o non giochi, e se giochi le tue compagne perderanno ogni partita a tavolino.

Pugno duro e non si torna indietro. Il regolamento per la Federazione internazionale (Fiba) va applicato alla lettera, e questo impone di la disputa dei match in campo rigorosamente "neutro" dal punto di vista politico e religioso, con tutti i simboli interdetti, compresa la possibilità di coprirsi la testa con un velo.

La Probasket ha anche aggiunto che la giocatrice, come qualunque sportivo deve assumersi delle responsabilità e avere delle priorità, e non saranno fatte eccezioni. Per Sura Al-Shawk, cittadina svizzera di origine irachena, il campionato sarebbe dovuto cominciare il prossimo mese e la siocietà aveva richiesto questo permesso speciale per farala gareggiare con il velo, ma il no è arrivato secco! Ora solo la 19enne potrà scegliere quale sarà la sua “priorità”…

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