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Basket, serie A bloccata: è braccio di ferro

E’ guerra aperta tra la Federazione e la Lega Basket e al centro della bufera è la questione riguarda il numero degli straniera da tesserare per il prossimo campionato. L’assemblea di Lega è stata infatti uno snodo vincolante nella vicenda, al termine della qualestessa è stato deliberato il blocco del campionato 2009/2010, oltre alla mancata disponibilità, con effetto immediato, degli atleti tesserati con i club di serie A a rispondere alle prossime convocazioni per le nazionali giovanili.

Però la vicenda è appena all’inizio, e un po’ come sta accadendo in F1 la Lega sta seriamente pensando alla nascita di un campionato alternativo, pensando anche agli sviluppi futuri dei vivai italiani, comunicando in un comunicato che "in assenza di risposte da parte della Fip alla richiesta di modifiche alla delibera 276 assunta dal Consiglio Federale sulla eleggibilità dei giocatori per le prossime stagioni agonistiche. I club di serie A - si legge ancora nella nota - stanno inoltre verificando le soluzioni per organizzare autonomamente, a partire dalla prossima stagione, un campionato giovanile parallelo con l'obiettivo di sviluppare ulteriormente il proprio impegno nei vivai e assicurare al contempo a questa attività la adeguata visibilità".

Dino Meneghin, presidente della Federbasket, non ci sta e la sua replica è arrivata secca: "Sono assolutamente indignato. La maglia azzurra la si ama indossandola, non evitandola. Ho cominciato a giocare in Nazionale a 16 anni e non posso accettare che si possa impedire ad un ragazzo, che lo merita, di giocare in Nazionale. Per quanto riguarda i giocatori da impiegare devo dire che in questi anni, alla fine, le società della Lega di Serie A hanno sempre giocato come volevano. Abbiamo lavorato con il presidente della Lega Valentino Renzi per otto mesi e adesso ci ricattano con i ragazzi. Non lo accetto. Se rinunciare ad un solo giocatore italiano in più, fra due stagioni, è un così grande problema, che non giochino. Andremo avanti comunque. Non posso accettare di continuare a stare sotto continuo ricatto. Di certo non siederò più a nessun tavolo di trattativa finché continueranno in questo atteggiamento".

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