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Razzismo nel basket ad Abiola Wabara: ‘Mi chiamano scimmia’

Di certo non era una di quelle partite destinate a far notizia Comense-Geas Sesto San Giovanni, gara di cartello per la serie A femminile di basket, ed invece, per colpa dei soliti idioti, è diventata una notizia da prima pagina, anche se per le ragioni più sbagliate.

Si parla purtroppo di un episodio di razzismo che ha coinvolto Abiola Wabara, 29enne ragazza di colore della formazione della Geas Sesto San Giovanni che, per tutta la partita è stata bersagliata dai cori razzisti degli ultrà avversari, e come se non bastasse perfino da una raffica spunti mentre le squadre, al termine dell’incontro, si stavano recando negli spogliatoi.

Insomma una partita che ai fini del regolamento doveva essere sospesa, dato che la giocatrice ha dovuto sopportare ululati e fischi ogni volta che il pallone finiva tra le sue mani, interruzione più volte chiesta anche dal presidente della Geas, Mario Mazzoleni, inutilmente. Una situazione surreale che poteva anche sfociare in qualcosa di ben peggiore, fortunatamente l'intervento dei due presidenti a fine gara ha evitato il peggio: ma cos’ha in testa certa gente?

Sono dispiaciuta per quanto accaduto, ma sono una sportiva e penso a giocare. Quanto è successo appartiene già al passato – dice la Wabara decisamente mortificata, parole rincarate dal suo Presidente - E' un peccato che una bella partita sia rovinata dalla presenza di gente così becera, che con lo sport non c'entra nulla. La partita andava sospesa. Non farlo è stato un errore’. Per ora naturalmente il caso è sotto gli occhi della giustizia sportiva, ma 15 persone, che a fine match hanno anche cercato la rissa dopo aver insultato la ragazza per tutta la partita, rischiano il penale.

Foto: legabasketfemminile.it

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