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Basket, week-end contro il razzismo: tutti tinti di nero

Ricorderete l’episodio che ha colpito la giocatrice di basket di colore, Abiola Wabara, che milita nella serie A femminile, pochi giorni fa insultata per il colore della sua pelle durante una partita, etichettata come scimmia dai tifosi avversari e bersagliata di sputi mentre si recava negli spogliatoi.

Ebbene la federbasket ha annunciato una proposta contro il razzismo che verrà messa in atto il prossimo fine settimana, quando tutti i giocatori dei campionati (serie A in primis) si tingeranno la pelle di nero prima di entrare in campo: ‘Il basket è sempre stato caratterizzato dalla multirazzialità. I giocatori stranieri e di altre etnie hanno, nel tempo, permesso al nostro sport di crescere e di affermarsi – spiega la Federazione in un comunicato, chiedendo anche ai tifosi di unirsi alla protesta -. La Fip chiede a tutte le componenti del movimento e agli appassionati, nella prossima giornata di campionato, di colorare la propria pelle con un segno nero, ben visibile, in rappresentanza dei colori di tutte le etnie, per sentirci tutti uguali’.

Negli Usa i razzisti sugli spalti non ce li vogliono, e chi ci prova viene immediatamente allontanato dai campi, così dovrebbe essere anche nel nostro paese, o almeno questo è quello che auspica anche Dino Meneghin, numero uno della Fip: ‘Le società li individuino e li caccino, li prendano per la collottola e li portino fuori– ha ribadito a gran voce Meneghin -. Così questi mentecatti capiscono come comportarsi. Non vogliamo che queste cose si ripetano. Purtroppo manca nel regolamento una norma che permetta agli arbitri di fermare le partite in caso di cori razzisti. Dobbiamo lavorarci’.

E a proposito di giocatori di coloro che la storia del nostro paese l’anno scritto, è intervenuto anche Carlton Myers, che recentemente ha chiuso la sua carriera, ma di certo non la sua voglia di lottare per i proprio diritti: ‘E' un peccato che iniziative come queste siano così rare – ha spiegato - Ma purtroppo anche se avvenissero più spesso non sarebbero lo stesso sufficienti. Il fatto che questa sia una giornata 'eccezionale' la dice lunga sul fatto che si fa qualcosa, ma di tanto in tanto. Queste sono manifestazioni sono certamente utili ma servono provvedimenti reali. Fermare le partite, infliggere dure sanzioni, espellere chi incita alla violenza. Anche perché le partite le vedono anche i bambini, che possono essere influenzati e crescere con le idee sbagliate’.

Foto: imageshack.us – pianeta basket.com

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