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Beatrice Adelizzi: dopo il bronzo ai Mondiali, il ritiro

21 anni ed una medaglia di bronzo storica ai Mondiali di Roma 2009 nel nuoto sincronizzato, la prima per i nostri colori: tutto questo è Beatrice Adelizzi, o meglio era, perché la giovane atleta che col suo “Solo libero” ci ha incantati, ha deciso di ritirarsi per proseguire negli Studi alla Facoltà di Chimica a Milano: “Beatrice Adelizzi – rende noto un comunicato della Fin - lascia le piscine per nuotare verso il sogno di laurearsi in fretta, frequentare una stage di cosmetica e dedicarsi alla creazione di creme e profumi a base biologica".

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"Non posso più rimandare una scelta che sento doverosa - ha spiegato poi Beatrice -. Nelle ultime stagioni ha dedicato la vita al nuoto sincronizzato, con collegiali, allenamenti e una condotta di vita prettamente sportiva per attraversare un biennio ricco di soddisfazioni: le Olimpiadi, il Mondiale in casa. Emozioni che custodirò sempre". Solo 21 anni, il rammarico è immaginare dove sarebbe potuta arrivare: "Del sincronizzato mi è sempre piaciuto il lato artistico, molto vicino alla danza, oltre al lavoro di ricerca personale e di perfezionamento dei movimenti. E' uno sport che richiede tanta passione, determinazione e abnegazione. Però anche lo studio merita concentrazione e pari sacrificio. Ho posticipato la scelta accademica per preparare Olimpiadi e Mondiali. La medaglia di bronzo conquistata nel libero singolo a Roma 2009 ha reso più difficile la mia decisione, ma il ritiro è necessario per non precludere possibilità professionali future. Una scelta sofferta, ma necessaria dopo 14 anni di gare: non smetterò mai di ringraziare il ct azzurro Laura De Renzis, la mia compagna di doppio Giulia Lapi (assieme alla quale ha centrato il 7/o posto in doppio a Pechino 2008), la mia istruttrice societaria Ambra Iachetti, la mia insegnante di danza Prisca Picano e tutte le mie compagne".

Beatrice ha però le idee ben chiare e prima di lasciare ha qualche suggerimento da lasciare ai posteri: "Più volte ho espresso l'esigenza di rivedere il regolamento - dice -, affinché la soggettività dei giudici possa essere limitata e subordinata a codici di riferimento come accade in altri sport. Nei tuffi, ad esempio, il quoziente di difficoltà moltiplica il punteggio dell'esecuzione del tuffo. Nel sincro no, così a volte capita che un esercizio tecnicamente molto difficile venga premiato meno dai giudici di uno più semplice". E perché no, le piacerebbe vedere anche gli uomini impegnati nel sincro: "Mi piacerebbe che il programma olimpico fosse esteso al singolo e al combinato. Entrambi possono essere molto innovativi. L'esercizio singolo sarebbe rappresentato dalle migliori atlete del mondo assicurando spettacolo. E poi perché il pattinaggio artistico deve avere il misto e il sincro no? Sono favorevole all'apertura agli uomini: grazie all'espressione della mascolinità potrebbero dar vita ad un misto sensuale, interessante ed attraente per il pubblico".

Infine l’ultima parola è lasciata alla sua allenatrice, Ct della Nazionale, Laura De Renzis, molto rammaricata ma comprensiva: "E' una scelta coraggiosa, da comprendere. Come tecnico sono molto amareggiata perché Beatrice lascia l'agonismo in un momento di crescita e sono sicura che avrebbe potuto ancora raccogliere molto a livello individuale ed in coppia con Giulia Lapi. Bea è una ragazza timida, riservata e generosa nel lavoro. La medaglia di bronzo conquistata ai Mondiali di Roma è stata il risultato di un lavoro condiviso, intenso e maturato col tempo. Beatrice è una ragazza splendida, lavorarci è stato un piacere".

 (foto © LaPresse)

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