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Guida al bowling: impariamo a dare l’effetto alla boccia

Giocare a bowling non è una semplice questione di polso, bensì esistono tutta una serie di tecniche, che si acquisiscono con l’esperienza, che permettono di sfoggiare un colpo che alla fine risulterà una vera e propria opera d'arte: oggi vogliamo occuparci del tiro ad effetto, il cosiddetto cranker, uno spettacolo per gli occhi e per il punteggio perché facilmente si trasforma in uno strike... certo quando riesce.

Innanzitutto dicevamo, non è solo una questione di polso dare un effetto alla boccia, sarebbe come dire che Del Piero e Ronaldinho tirano delle belle punizioni perché hanno caviglie importanti: effettare la boccia vuol dire muovere tutto il corpo in sincro con lei al fine di trovare il movimento perfetto.

COME? E’ più facile dirlo che farlo! Innanzitutto è necessario lanciare la boccia, a differenza che in maniera dritta rispetto a noi, con un'inclinazione della mano a 45° e con il pollice rivolto verso l’alto, accompagnando la boccia con tutto un movimento del braccio che arriva fino all’altezza dell’occhio.

Nel momento del rilascio poi è fondamentale ricordarsi che il movimento non deve chiudere verso l’interno, altrimenti il tiro non avrebbe il tempo di imprimersi il giro necessario, bensì aprirsi verso l’esterno, badando al fatto che la forza alla palla viene impressa dai polpastrelli delle 2 dita centrali, medio ed anulare, che sono le ultime ad uscire dai fori: il resto del lavoro lo farà poi l’inclinazione della a 45° della mano.

Naturalmente anche il polso svolge il suo ruolo importante in questo meccanismo, indirizzando la boccia in un mix di fermezza e fluidità che con il tempo prenderà forma, l’importante è l’esercizio: poi la classe fa la differenza, d’altronde mica tutti siamo come Pinturicchio...

 (foto © LaPresse)

Guarda qualche tiro ad effetto al bowling

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