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Boxe, niente Olimpiadi col seno rifatto

Voleva le Olimpiadi, questo era il suo sogno nel cassetto. Salire sul ring di un tappeto da box alla ricerca di una medaglia d’oro, ma non potrà farlo. Sarah Blewden, 25enne ex modella inglese, e che da un paio d’anni indossa i guantoni non potrà competere alle prossime Olimpiadi. Perché? Il suo seno è rifatto.

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“Le regoli internazionali vigenti ne proibiscono la pratica per chi, come la Blewden, si è fatta impiantare nei seni delle protesi al silicone: i colpi presi potrebbero danneggiarle, e sarebbe troppo pericoloso". Con questa parole categoriche Tony Attwood, il presidente della federazione di boxe dilettantistica britannica, ha chiuso tutte le porte in faccia alla Blewden, per la quale la federo aveva addirittura intrapreso lo sviluppo di un nuovo reggiseno protetto, abbandonato poi per mancanza di fondi.

"Per tanti anni nel pugilato le donne sono state discriminate - ha raccontato delusa l’ex modella ai tabloid inglesi - al punto che non ci era permesso di praticare questo sport. Ora c'è questo nuovo ostacolo, ma io andrò avanti perché così altre donne che, come me, hanno il seno al silicone non avranno lo stesso problema e potranno combattere. E poi questa storia è ridicola. Il chirurgo mi ha sempre detto che i miei seni non mi rendono più vulnerabile rispetto ad altre donne. E poi non sono mica enormi, ma ben proporzionati. Si tratta di protesi a base di gel. In ogni caso, pur di continuare a salire sul ring, sarei ben contenta di sottopormi ad una nuova operazione per riparare gli eventuali danni al mio seno".

Sarah però non è intenzionata ad arrendersi, e le due protesi (che tra l’altro le hanno aumentato il seno di de taglie) fatte nel 2003 secondo lei non sono un valido motivo per dover smettere di combattere: ha già annunciato che continuerà la sua battaglia portando il caso al Tribunale di Losanna.

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