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Braciere olimpico spento e spostato: polemica a Londra

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Sacrilegio: il braciere olimpico è stato spento e riacceso, violando la prima regola del codice dei Giochi. A dare la notizia in mattinata è stato il sito di Repubblica, poi ripreso da tutti i principali media italiani, ma la voce che i tecnici avrebbero soffiato sulla fiamma dell''Olympic Cauldron' per spostare la struttura circolava già da qualche giorno.

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Per esigenze sceniche della cerimonia di apertura, i 204 petali che formano la corolla ardente realizzata dal designer Thomas Heatherwick sono stati infatti collocati nel bel mezzo del campo dello stadio di Wembley, in una posizione che, di fatto, avrebbe impedito lo svolgersi delle gare di atletica in partenza questa settimana, oltre a risultare pericolosa per il pubblico.

E così ecco spiegata la decisione del Comitato Organizzatore di spegnere il braciere e spostarlo in un posto 'meno ingombrante', per l'esattezza quello occupato dalla gigantesca campana olimpica 'suonata' proprio a inizio cerimonia dal vincitore del Tour, Bradley Wiggins. Un'operazione eseguita in massima segretezza - con tanto di divieto di sorvolo di Wembley - tra le 23.14 di ieri ora locale e le 7 di questa mattina, e che ha suscitato perplessità e polemiche.

In primis il fatto che la fiamma olimpica - che per tradizione dovrebbe ardere per tutta la durata dei Giochi - sia stata spenta e poi che il braciere non sia visibile all'esterno dello stadio. Due 'accuse' alle quali hanno provato a rispondere Jackie Brock-Doyle, responsabile della comunicazione del Locog, e Sebastian Coe, presidente del Comitato Organizzatore.

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In merito al primo punto, Brock Doyle ci ha tenuto a precisare che la 'fiamma originale' è stata conservata in una lanterna simile a quelle utilizzate dalla marina britannica nel viaggio fino al Tower Bridge e (ri)accesa da un 'meritevole': "La scorsa notte abbiamo spostato il braciere olimpico. L'abbiamo messo in una lanterna e stamattina la fiamma è stata riaccesa da Playford Austin, che è stato uno dei nostri tedofori nel 1948". Per quanto riguarda il secondo, invece, Coe ha liquidato il disappunto dei londinesi e degli appassionati arrivati nella capitale britannica da ogni parte del mondo per assistere alle Olimpiadi, dicendo che il braciere "non è un'attrazione turistica, si vede nel grande schermo dello stadio olimpico. E rimarrà lì".

Una risposta che non è piaciuta praticamente a nessuno, Cio in testa, e che non è stata mitigata dal fatto di sapere che analoga collocazione all'interno dello stadio era toccata al braciere in occasione delle Olimpiadi di Londra del 1948: senza fiamma visibile (quasi) da ogni punto della città, il fascino dei Giochi sembra dimezzato.

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Ma che il fuoco arda o meno sui 204 petali - che alla fine delle gare saranno smontati e regalati a un atleta di ognuna delle nazioni che rappresentano - non sembra comunque interessare più di tanto i protagonisti, che continuano a macinare prestazioni e medaglie. E sul fronte nazionale, dopo le belle prestazioni di ieri nella sciabola e nel judo, oggi si segnala l'argento di Niccolò Campriani nella carabina dai 10 metri maschile.

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