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Briatore parla: «Ho solo cercato di salvare la Renault»

«Ho solo cercato di salvare la Renault. È il mio dovere. Per questo ho chiuso, finito». Freddo, glaciale. Flavio Briatore spiega così la sua decisione di lasciare la Renault in una breve nota riportata dal tabloid britannico Mirror, spiegazione che dato il putiferio che si è scatenato intorno a questa vicenda è davvero poca cosa.

Dalla Renault non c’è alcun accenno di difesa nei confronti dell’uomo che alla casa automobilistica francese ha portato 4 titoli Mondiali, né per il direttore tecnico Pat Symonds, anche lui silurato in questo gioco dio potere volto a salvare la faccia di una Formula 1 che, mai come quest’anno, ha rivelato il suo volto danaroso, quello che lascia da parte la passione sportiva per far spazio a meri interessi economici.

Tutto colpa di Singapore 2008, tutta colpa di quell’incidente di Piquet che nessuno spiega. Saltano i posti, i due principali indiziati “hanno lasciato”, così viene comunicato, anche se il sospetto è che siano stati licenziati senza colpo perire, perfetti capi espiatori di un gioco sporco con la quale la Renault non vuole avere nulla a che fare.

«La scuderia ha ritenuto che è stato commesso un errore, e tutti gli errori richiamano una sanzione. Nelsinho Piquet aveva già lasciato, ha lasciato anche Pat Symonds. Flavio Briatore? Ha ritenuto di essere moralmente responsabile e si è dimesso». Queste le parole di Patrick Pelata, direttore generale della Renault, in un’intervista rilasciata a Rtl, spiegando anche che questo è stato davvero «Un duro colpo».

Ora la vicenda è nella mani del Mondiale della Fia, la federazione internazionale, che se ne occuperà il 21 settembre. Intanto non resta che aspettare la prossima mossa, che conoscendo Briatore è difficile che si lasci attendere.

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