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Candido Cannavò ricoverato in gravissime condizioni

Candido Cannavò, ex direttore della Gazzetta dello Sport, icona sportiva di un mondo pulito che sta lentamente scomparendo, è stato ricoverato ieri in gravissime condizioni all’Ospedale Santa Rita di Milano.

Cannavò, nominato “direttore storico” della Gazzetta, come ogni giorno si trovava nella mensa del quotidiano insieme a tutti i suoi colleghi ed al figlio Alessandro, caporedattore del Corriere, quando improvvisamente una smorfia di dolore sulla faccia ha fatto presagire l’arrivo di un ictus: Candido si è accasciato al suolo, immediati sono giunti i soccorsi.

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La notte è passata tranquilla anche se per l’ex direttore della Gazzetta, 78 anni, ma le condizioni cliniche neurologiche rimangono "gravemente compromesse", come si legge nel bollettino sanitario emesso dalla clinica. La prognosi resta riservatissima.

Erano le 14.15, fortunatamente Cannavò si trovava in mezzo a tutti suoi colleghi che hanno potuto soccorrerlo, primo fra tutti Luciano Fontana, il vicedirettore del Corriere della Sera che gli era di fronte, che per primo ha colto la smorfia di dolore, e insieme a lui anche Francesca Pini e Paolo Lepri, che stavano pranzando poco lontano. I soccorsi come detto sono stati immediati, sul posto si è subito recata la Croce Rosa Celeste, che lo ha trasportato all’Ospedale, mentre lui si batteva forte il pugno sulla spalla sinistra che non sentiva più, come se quasi non avesse percezione di quello che stesse accadendo: un emparesi che gli infermieri hanno giudicato transitoria prima di caricarlo sull’ambulanza e trasportarlo d’urgenza all’Ospedale Santa Rita, dove è stata attrezzata una terapia intensiva d’urgenza.

"Mio padre quando è arrivato in ospedale è rimasto sempre perfettamente lucido — spiega Alessandro —. Mentre mi spiegava dove andare a recuperare la tessera sanitaria ha avuto anche la forza di rispondere ai miei incoraggiamenti: 'Sì, lotterò, lotterò. Ce la farò come sempre' continuava a ripetere". Mezzo mondo dello sport si è recato all’Ospedale, compreso il presidente dell’Inter Massimo Moratti, chi per avere notizie di un caro amico, chi per confortare i figli, chi solo per essere li, vicino ad un prezioso amico che avrebbe piacere che tutti fossero li con lui, tutti quei personaggi con i quali ha passato una vita a parlare e vivere di sport. E lui, Candido, pensava al pezzo su Van der Sar che doveva pubblicare oggi, "Alessandro, avverti il giornale. E' nell'archivio DIR01", come a far capire che voleva lottare, che domani voleva che il suo pezzo ci fosse, e che ce ne fossero tanti altri.

Purtroppo le sue condizioni si sono aggravate, e verso le 17.15 una Tac ha evidenziato "un importante quadro emorragico cerebrale": alle 17.40, assistito dalla moglie Franca, insegnante di danza spagnola, è entrato in terapia intensiva con "prognosi riservatissima". Il bollettino medico del direttore sanitario Eugenio Vignati lascia solo flebili speranze"Il quadro neurologico si è progressivamente aggravato con la comparsa di uno stato soporoso". Lotta Candido, il mondo sportivo per il quale hai dato tutta la tua vita, oggi tifa solo per te.

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