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Caos F1, oggi scade il termine per l’iscrizione al Mondiale 2010

Il caos in Formula 1 non si ferma, e oggi, giorno nel quale in teoria scade il termine ultime per l’iscrizione al Mondiale F1 2010 ancora niente è deciso, l’unico dato certo è che Mosley non ha alcune intenzione di cambiare idea, e ogni giorno ne dice una diversa.

Si perché se fino a ieri la Ferrari non era indispensabile ma comunque la voleva nel Mondiale, oggi i toni tornano duri e molto aspri: "La F.1 sarebbe più povera senza la Ferrari, ma non possiamo lasciare che siano loro a dettar legge". Comincia così una lunga intervista rilasciata dal Patron della Fia, che al momento ha vistole iscrizioni soltanto della Williams, esclusa per questo dalla Fota, l’Associazione dei team F1, della Campos Racing e della USF1.

"Se si è convinti, e io sono convinto, che la F.1 non può sopravvivere con questo livello di spesa, bisogna intervenire - ha ribadito Mosley in un'intervista rilasciata all'agenzia tedesca Dpa - bisogna fare il massimo per convincere tutti i team a rimanere, in particolare scuderie storiche come la Ferrari. Ma alla fine non possiamo lasciare a loro il comando. I legali della Ferrari hanno detto in tribunale che i top team spendono fra i 400 e i 500 milioni di euro. Se i dati della Ferrari sono giusti, e io non ne dubito, significa che le case automobilistiche stanno investendo 300, 400 milioni di euro nei team di F.1.Secondo me è una situazione insostenibile. Non posso pensare che la BMW possa continuare a spendere tali cifre per la F.1, così come la Toyota. Stanno tagliando drasticamente i costi. Alcune aziende hanno smesso di servire il caffè durante le riunioni, come si può pensare che possano spendere queste cifre per la F.1?. Se avrò successo queste squadre saranno costrette a spendere solo 40 milioni di euro e le grandi case decideranno di restare nel Circus anche per ragioni di immagine e pubblicità. E io posso assicurare che se operiamo questo taglio ai costi, il pubblico che ci segue dal vivo e in televisione non noterà alcuna differenza. E non ci sarà alcun vantaggio o svantaggio per qualcuno, perché tutti i team saranno nella stessa posizione".

“La Formula 1 è un grande marchio e lo sono anche la Mercedes, la McLaren, la Williams. Ma fra tutti questi la Ferrari è la n.1, per la sua immagine e per il suo nome. Su questo non ho alcun dubbio". Ma la F1 deve andare avanti in ogni caso: "Quando ci fu la terribile tragedia di Senna, la gente pensò: 'Questa è la fine di tutto'. Ma non è stato così. Si sono ritirati campioni come Alain Prost e Michael Schumacher. Sono nomi importanti, ma i campioni nello sport vanno e vengono. E lo sport va avanti".

Come finirà questa telenovela? Per oggi è atteso il verdetto, ma la sensazione è che le cose andranno ancora notevolmente per le lunghe.

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