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Carlo Molfetta, oro nel Taekwondo alle Olimpiadi di Londra 2012: intervista esclusiva per Excite.it

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di Giuseppe Latorraca - (twitter GiuseppeLatorra)

Il padre lo ha portato in pedana alla tenera età di 5 anni e mezzo "perché in casa aveva già fatto troppi danni".
Pochi anni dopo era talmente sicuro di sè che firmava autografi ai suoi compagni di classe delle medie, dicendo loro che in futuro avrebbero avuto molto valore, perchè sentiva che un giorno avrebbe vinto le Olimpiadi.

E quel giorno è arrivato l'11 agosto 2012, quando Carlo Molfetta ha vinto l'8° medaglia d'oro italiana alle Olimpiadi di Londra nel taekwondo nella categoria "+80 kg", battendo in finale il temibilissimo Anthony Obame del Gabon: una finale combattutissima, con l'azzurro, che a un minuto dalla fine della finale, era in svantaggio per 9-3. Poi Carlo ha rimontato, assestando due punti nel terzo round, portandosi sul 9-9 a 10" dal termine dell’incontro.
La vittoria è arrivata al "sudden death", con il verdetto del giudice che ha premiato chi ha combattuto meglio,attaccato di più e cercato la vittoria.

Carlo Molfetta,oro nel taekwondo s 'Londra 2012': le foto del trionfo

Prima di Londra, Molfetta ha dovuto prendere 12 chili per entrare nella nuova categoria. Una volta a Londra, il percorso per arrivare alla medaglia d'oro olimpica è stato impervio.
Nell'imponente stadio Excel di Londra, Molfetta ha gareggiato con i più grandi atleti al Mondo della categoria: con il tagiko Alisher Gulov (sconfitto per 7-3), il gigante cinese Liu Xiabo (sconfitto per 5-4), il maliano Daba Modibo Keita (sconfitto per 6-4) ed Anthony Obame in finale.

Dopo aver vinto i Campionati mondiali juniores di taekwondo 2000 ed aver partecipato alle Olimpadi di Atene nel 2004, Molfetta è stato vittima di numerosi infortuni che l'hanno tenuto lontano dai podi internazionali (prima delle Olimpiadi di Pechino 2008, ha sostenuto 4 operazioni alle ginocchia), fino alla vittoria dell'argento ai Mondiali del 2009, del bronzo ai Mondiali del 2011, dell'oro agli Europei del 2012 ed alla vittoria più importante della sua carriera: la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra 2012.

Carlo Molfetta, oro nel taekwondo alle Olimpiadi di Londra: video della finale olimpica

Dopo le interviste in esclusiva dei altri azzurri "medagliati a Londra 2012", come Molmenti (oro) e Occhiuzzi, Excite ha contattato anche il campione olimpico Carlo Molfetta, disponible per un'intervista esclusiva, che vi proponiamo.

Carlo, che effetto fa vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi e cantare l'inno d'Italia sul gradino più alto del podio?
"E' una sensazione strana e bellissima al tempo stesso, strana perchè lì per lì non ti rendi conto dell'entità del risultato che hai raggiunto, bellissima perchè sentire l'inno ti riporta alla realtà delle cose e ti dici "Ho vinto un oro per una nazione intera!"

Hai appena 28 anni e vanti già una carriera lunghissima con 3 partecipazioni alle Olmpiadi. I tuoi primi successi importanti sono arrivati nel 2000 con la vittoria del Mondiale Juniores. 12 anni dopo sei  campione olimpico.
"In realtà sono due olimpiadi, quella di Atene e quella di Londra.A Pechino, causa infortunio, ho dovuto rinunciare anche alle qualifiche-La continuità è stata la mia dote principale,non sono arrivato sul podio solo quando sono stato fermo per via degli infortuni,posso dirmi fiero del mio lavoro".

Quale il tuo prossimo grande traguardo?
"Vincere un mondiale senior forse è l'unica cosa che mi manca. Potrei dire che sarà il mio prossimo traguardo ma l'importante per me è dare il massimo sempre, i risultati se vengono bene altrimenti non ho nulla da rimproverarmi".

La finale olimpica vinta contro Anthony Obame è stata durissima. Ad un minuto dal termine, eri in svantaggio di 9-3, ma sei stato abile a pareggiare e giocarti l'oro al golden point. Ricordi quel minuto decisivo?
"E come potrei scordarlo!Il sogno di una vita mi stava sfuggendo di mano non potevo fallire,in un attimo ti ritornano alla mente i sacrifici,la fatica di ritornare sul tatami dopo tantissimi infortuni e allora ti resta solo una cosa da fare: recuperare lo svantaggio e almeno arrivare al golden point,e questo ho fatto"

Com'era l'ambiente al villaggio olimpico? Ci racconti un aneddoto vissuto al villaggio?
"L'ambiente era sereno,la palestra tecnologica,si avvertiva un'aria di festa e di fratellanza,non si avvertivano rivalità almeno lì.
Un giorno eravamo in mensa a mangiare e d'improvviso si avverte uno strano silenzio e molti che si raggruppano da una parte....era entrato Usain Bolt
".

Come hai vissuto il dramma umano e sportivo di Alex Schwazer?
"Umanamente mi è dispiaciuto,lui è un carabiniere come me e naturalmente lo vivi in un modo ancora più partecipe,le pressioni a volte giocano brutti scherzi ed ognuno reagisce a modo suo,senza giudizi di sorta. Forse io avrei mollato prima senza arrivare al doping,lui ha reagito così,ha sbagliato e si è prese le sue responsabilità,non sta a me ergermi a giudice".

Pochi anni fa gareggiavi nella  categoria -68 kg. Adesso, sei campione olimpico nella categiria +80 kg. Perchè hai deciso di gareggiare in una nuova categoria, aumentando di peso? Com' è cambiato il tuo allenamento negli ultimi anni?
"Non è stata solo una mia decisione ma presa in accordo con la mia Federazione, la - 68 crescendo era diventata ostica. Come peso, potevo fare solo la - 80 ma lì c'è Mauro Sarmiento che in quella categoria ha conquistato l'argento a Pechino. Non volevamo si creasse una lotta intestina e da qui la scelta di aumentare io di categoria!L'allenamento è cambiato perchè ho dovuto lavorare più con i pesi."

Con due medaglie (il tuo oro e il bronzo di Sarmiento), l'Italia è diventata una delle potenze mondiali del Taekwondo. Qual è il futuro del Taekwondo  in Italia?
"Spero naturalmente che diventi più roseo di quello che è già.Abbiamo dimostrato di avere dalla nostra la qualità con la quantità si può migliorare ancora di più,le palestre dopo le nostre medaglie si sono riempite di ragazzini e molte altre si sono aperte è un buon inizio."

E' vero che alle scuole medie firmavi autografi ai tuoi compagni di classe, assicurando loro che un giorno avrebbero avuto valore?
"Si è vero erano gli anni in cui si seppe che il taekwondo sarebbe diventato sport olimpico a Sidney 2000, la mia mente di ragazzino un pò incosciente si è proiettata al futuro,ero già bravino ho pensato di poter arrivare a vincere una medaglia alle Olimpiadi.....a quanto pare sono stato un buon profeta"

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