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Carolina Kostner si racconta dopo il flop di L.A.

E’ stanca Carolina Kostner. Tutti le chiedono cosa è successo, cosa ha scatenato quella prova deludente, distratta nei Mondiali di Los Angeles, e lei si sfoga. In una intervista rilasciata a “Repubblica”, Carolina racconta di quella notte che ha lasciato una cicatrice dentro di lei, di quei minuti che vuole lasciarsi alla spalle al più presto.

Un black-out, certo. Non mi era mai successo, o meglio, non così intensamente. Fa parte dello sport, ma fino a quando non ti trovi dentro, non puoi capire". Undici giorni dopo, Carolina affronta la realtà e racconta quello che è successo in quella notte magica che tutti aspettavano e che poi è risultata un flop, un po’, come dicono i maligni, la prima di Fiorello su Sky: "Sì, non so se la mia storia sia paragonabile a quella di Fiorello. Spero di no, per lui, perché quel che mi è toccato è bruttissimo. Niente, intendiamoci, rispetto alle vittime del terremoto". “Più che il vuoto – continua Carolina -, ho sentito una specie di confusione, l'incrocio di tante voci che ti mandano messaggi contrastanti, e tu non sai più cosa ascoltare. Sei vittima dell'indecisione".

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Carolina parla poi dell’esercizio, quell’esercizio che si pensava lei potesse interrompere a metà, ma su questo lei è categorica: "Mai: non volevo mica sparire. Ma ad un certo punto ho cominciato a soffrire per la paura di sbagliare". "Avrei dovuto allenarmi meno e distarmi di più... – confessa tra le righe la campionessa azzurra - Continuo ad avere fiducia in chi mi gestisce: ho dedicato solo tre pomeriggi ad un musical che ha avvicinato tantissimi bambini ai corsi di pattinaggio.”

Ma non è tempo di recriminare, ma di andare avanti e lei lo sa bene: "Prima dimentico, meglio è. Pattinerò oggi a Torino, dove l'anno prossimo ci saranno i Mondiali. Forse prenderò un mental coach. Anche questa volta mi rialzerò: la coreana Kim è umana, quindi battibile. Mi piace il suo allenatore, Orser, ma è difficile che lui si occupi di due atlete di vertice". E accanto a lei il suo Alex, che da buon fidanzato cerca solo di consolarla: "E' dispiaciuto. Ma al ritorno mi ha detto, semplicemente, "Ti amo". Il nostro non è un rapporto costruito sui risultati sportivi. Quando Alex Schwazer è tornato campione olimpico da Pechino, era esattamente lo stesso ragazzo che conoscevo, ed amavo".

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