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Caster Semenya è al limite: “Io so chi sono”

Nel bene o nel male di Caster Semenya si torna sempre a parlare, ma questa volta è stata lei a lanciare un messaggio chiaro a tutti i suoi ammiratori o semplici curiosi, e lo ha fatto attraverso le pagine del Guardian.

Si perché se a breve la IAAF pronuncerà la sua sentenza, attesa per la prossima settimana, sui risultati dei test riguardanti la sua femminilità, la folla dei curiosi e di tutto il circo mass mediatico che si è sviluppato intorno a lei dopo Berlino 2009, inizia ad essere una situazione insostenibile che la sta portando allo sfinimento.

Certo perché essere famosi ha i suoi vantaggi, ma c’è d'altronde sempre anche un rovescio della medaglia: "Ora la gente vuole guardarmi, vuole toccarmi - dichiara Semenya decisamente provata da questa situazione - dovrei essere famosa ma non credo che mi piaccia granché. Con i miei compagni di allenamento, invece, va tutto bene: sanno chi sono, per loro sono semplicemente Caster".

Ovviamente al momento la sua carriera è sospesa in bilico, perché i risultati delle analisi stanno per arrivare, e lei spera che con questi termini l’epopea tutt’altro che sportiva che fin’ora l’ha circondata, d’altronde lei conosce sè stessa e: “Io so chi sono – confessa durante l’intervista – ma in ogni caso non posso cambiare ciò che la gente pensa di me!”.

Infondo questa vicenda è semplicemente molto triste: triste per una campionessa che se dice la verità ritroverà la sua felicità dopo mesi di sofferenze, ma triste anche per lo sport, perché se dovesse emergere dalle analisi che Caster ha mentito per tutto questo tempo, sarebbe l’ennesimo smacco in faccia alle regole dello sport. Staremo a vedere…

 (foto © LaPresse)

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