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Caster Semenya sta male, ma il suo paese la difende!

Non si placano le polemiche nei confronti di Caster Semenya, l’atleta che ha vinto gli 800 metri femminile ai Mondiali di Berlino e per la quale si è scatenato un vero e proprio putiferio sulla sua sessualità che non convince quasi nessuno.

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Infatti a seguito di alcuni esami fatti sull’atleta pare, usiamo pare perché sono tutte informazioni che non trovano conferme nette, che siano emersi valori di testosterone tre volte superiori a quelli di una donna, ma questo può essere spiegato, come illustra Carlo Foresta, endocrinologo dell'università di Padova, da motivi clinici: "se escludiamo l'ipotesi di doping vi sono varie opzioni, nella pratica clinica, che potrebbero far schizzare i livelli di testosterone in una donna. In questo caso si tratterebbe di una patologia - sottolinea l'endocrinologo - che un tempo veniva definita sindrome di Morris o 'da donne belle': sono presenti alti livelli di testosterone nel sangue, ma nell'organismo non funziona il recettore di quest'ormone steroideo che pertanto non produce i suoi effetti. Ci troviamo dunque di fronte a un individuo che cromosomicamente è un uomo, ma ha organi sessuali femminili, pertanto è fenotipicamente femmina. E in questo caso si tratterebbe di una patologia".

Intanto oggi la Semeneya dovrebbe rientrare in Sudafrica, dove sarà accolta come una vera star . "Andremo a darle il benvenuto. Ci sarà la ressa all'aeroporto", spiega Floyd Shivambu, portavoce della lega giovanile del partito di governo African National Congress (Anc). Lei e le altre due medaglie d’oro Mbulaeni Mulaudzi e Kgotso Mokoena di recheranno a Pretoria nel palazzo presidenziale, dove ad attenderli ci sarà il presidente Zuma che vuole "congratularsi per le loro prove di alto livello a Berlino".

Intanto Caster sta vivendo un momento non troppo felice a causa proprio di tutto questo polverone che si è alzato su di lei, nata e cresciuta in un piccolo villaggio dove nessuno ha mai messo in dubbio la sua femminilità: "Non voleva assolutamente salire sul podio - ha rivelato oggi Leonard Chuene, presidente della Federatletica sudafricana - gliel'ho imposto io. Caster mi ha detto che non voleva la medaglia d'oro, e che si sentiva ferita da tutte le chiacchiere sul suo conto. Mi ha detto che prima di venire qui - ha aggiunto - nessuno aveva mai messo in dubbio la sua femminilità, "ma qui a Berlino non sono più una donna".

Anche i genitori dell’atleta sono increduli nei confronti di tutto ciò che sta accadendo: "sono arrabbiatissimi e non vogliono permettere alla figlia di sottoporsi ai test chiesti dalla Iaaf" ha rivelato il presidente della Federazione sudafricana. "Il padre - ha proseguito Chuene - mi ha anche detto che era d'accordo con la figlia sul fatto che non andasse a prendere la medaglia. Ha aggiunto che è fiero di lei, e che non permetterà che venga messa alla gogna con quei test". Anche uno dei principali giornali del Sud Africa, il Sowetan, ha pubblicato in prima pagina il certificato di nascita della ragazza, "e lì c'è scritto chiaramente che è di sesso femminile".

Non rimane che aspettare per scoprire la verità…

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