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Cerimonia da disertare? Governo spaccato

Cerimonia d'apertura sì o no? Il dibattito si riaccende a due giorni dalla manifestazione che dà il via ai Giochi. A parlare membri del Governo della maggioranza, non sempre in accordo. Di seguito tutte le voci.

La maggioranza

Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato: "Il gesto dell'atleta tedesca Imke Duplitzer, che ha annunciato di non prendere parte alla cerimonia inaugurale dei giochi per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina, sia da stimolo per tutti gli atleti, compresi quelli italiani. Si tratta di un gesto simbolico che dovrebbe invitare tutti a riflettere su quei principi fondamentali, pace, libertà e democrazia, che non possono essere messi in secondo piano. Anche con queste manifestazioni di dissenso, come già avvenuto in passato, si può esprimere sostegno e solidarietà alle popolazioni che vedono soffocata la propria libertà".

Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù: "Dagli atleti azzurri serve un gesto forte ed in questo senso anche disertare l'inaugurazione sarebbe un segnale importante da dare, visto che il problema dei diritti in Cina sembra ormai caduto nel dimenticatoio".

Franco Frattini, Ministro degli Esteri: "Gli atleti italiani sfileranno regolarmente. Rispetto le opinioni di tutti, non c'è niente di più autonomo e libero dello sport, quindi non mi stupisco che ci siano posizioni diverse anche all'interno dell'esecutivo. Su questi temi non c'è una posizione comune del governo. Io posso dire di aver accolto positivamente l'invito del presidente Berlusconi a rappresentare il governo a Pechino. Una presenza che condivido pienamente. Non esiste quindi l'ipotesi che il governo sia in tribuna mentre in pista non ci siano gli atleti: la bandiera italiana ci sarà".

Umberto Bossi, Ministro delle Riforme: "Sono andati fin là, evidentemente vogliono sfilare. Mi sembra un pò ipocrita che uno vada là, per poi manifestare dissenso. Io non sono per le mezze misure ma per le misure dirette".

Ignazio La Russa, Ministro della Difesa: "Vorrei dire a Giorgia, a cui voglio bene, che non vorrei unirmi al coro di chi fa pressioni agli atleti, già così impegnati nei giochi. Gli atleti si stanno preparando da anni per queste Olimpiadi e comprendo la loro voglia di esserci. Non mi unisco al coro, ma nemmeno condanno l'appello e ne capisco le ragion. Un terzo degli atleti italiani a Pechino sono militari, ma ho comunque deciso di non andare, nonostante i tanti inviti ricevuti. E l'ho deciso per un motivo specifico: se il governo cinese avesse fatto un gesto di buona volontà e avesse invitato il Dalai Lama, sarei andato a Pechino. Non è stato così e quindi ho deciso di non partecipare, ma sarò ad attendere i militari, che fanno parte della squadra olimpica, al loro ritorno".

Gianfranco Fini, Presidente della Camera: "Certamente appoggio, al pari di tutto il mondo civile, la richiesta alla Cina di una politica che sia garante dei diritti umani in modo molto, molto maggiore rispetto a quello che è accaduto fino ad oggi. Considero le Olimpiadi comunque una festa di fratellanza tra i popoli e l'esperienza dimostra che ogni qualvolta si è dato corso al boicotaggio dei Giochi olimpici non si è raggiunto l'obiettivo che ci si prefiggeva. Non credo che i nostri atleti abbiano necessità di inviti particolari, perchè sanno perfettamente qual è il dovere morale cui adempiono nel momento in cui gareggiano e credo che non mancherà loro la possibilità, nelle modalità che riterranno più opportune, per esprimere piena adesione alla necessità di un rispetto autentico dei diritti delle persone".

Il mondo dello sport

Andrea Anastasi, ct nazionale Pallavolo maschile: "Mi offendo quando un politico parla di sport. Perché certi gesti dimostrativi non li fanno loro o non li chiedono ad altri? Perchè sempre a noi sportivi? Non capisco perchè in un momento in cui, attraverso lo sport, tutte le genti si riavvicinano, esce fuori la polemica sul Tibet e quella sui diritti umani. Al villaggio olimpico, alla mensa, ho visto tutti gli atleti che cercavano di salutare Nadal o Federer, o altre stelle dello sport. Questo è il bello dell'Olimpiade".

Valerio Vermiglio, pallavolista: "Per un atleta vivere l'apertura dei Giochi è la cosa più bella della vita. Esserci è tutto, non esserci sarebbe come per un credente rinnegare la propria fede o per un marito fedele, arrivare a tradire la moglie".

Clemente Russo, pugile: "Certi politici anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti: non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo. Non vedo perché disertare la cerimonia di apertura, allora tanto valeva boicottare i Giochi. E poi al ministro Meloni chiedo, ma lei diserterebbe l'occasione della vita?"

L'opposizione

Paola Concia, Pd: "Da atleta so cosa significa partecipare ad una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, ma un gesto simbolico andava fatto. La Cina non può rifarsi il look con le Olimpiadi, c'è un problema di mancato rispetto dei diritti umani e un segnale andava dato".

Giovanna Melandri, Pd: "La cerimonia dovrebbe essere eventualmente disertata dal governo, perchè è una scelta politica che non va caricata sugli atleti. Poteva essere una protesta utile non la decisione di boicottare i Giochi, ma di segnalare un dissenso rispetto al Governo cinese, evitando di accompagnare istituzionalmente la delegazione degli atleti".

Angelo Bonelli, Verdi: "La posizione di Gasparri è quanto mai singolare, visto che invita gli atleti italiani a disertare la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi a cui, invece, sarà presente il governo, espressione della sua maggioranza. Piuttosto l'invito dovrebbe essere rivolto al governo Berlusconi"

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