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Ciclismo, anche Di Luca è positivo all’Epo

Ed ecco che crolla un’altra icona del ciclismo italiano, anche Danilo Di Luca, forse l’ultimo appiglio al ciclismo pulito dopo gli scandali Riccò e Rebellin, è stato trovato positivo per due volte all'Epo, ricombinante Cera, dopo i controlli effettuati il 20 maggio a Moncalieri dopo la tappa di Arenzano e il 28 a Silvi Marina, dopo quella di Benevento, durante il Giro d’Italia.

Una notizia tremenda, perché in Di Luca quest’anno tutti abbiamo tifato mentre correva contro Menchov al Giro , perché i suoi proclami nei confronti di un ciclismo pulito sembravano veri, perché in lui ci abbiamo creduto…ma per cosa? Per essere trovato anche lui, come tanti, come tutti sembra in questo sport sempre più sporco, positivo al doping.

"Ma sarei stato così stupido da prendere la Cera un anno dopo che è stata scoperta a Riccò, Sella, Rebellin, al Giro d'Italia poi?". Questa la risposta di Di Luca di rientro da Pescara, ma di fondo ormai è già tardi, perché gli esami non mentono, e colpevole o no, volontario o meno, i campioni di sangue parlano chiaro, quelle sostanze ci sono, la domanda è solo una: “Come è possibile che c’è ancora qualcuno che spera di farla franca”?

Ovviamente commenti da ogni parte sulla vicenda: “Le corse devono essere senza trucchi - dice il ct Ballerini, presente al tappone alpino del Tour - altrimenti il rovescio della medaglia è devastante”; gli fa eco il presidente federale Di Rocco: “Avevo già definito incomprensibile la vicenda di Rebellin perchè nessuno può pensare di farla franca con i nuovi controlli. Con questo nuovo insulto all’intelligenza, siamo di fronte all’ottusità e all’irresponsabilità assolta”; persino il presidente francese Nicolà Sarkozy: “Cosa penso di questo nuovo caso di doping? - ha detto il presidente francese Sarkozy, al traguardo di Le Grand Bornard -. Il ciclismo non è il colpevole ma la vittima e non può essere demonizzato per ciò che fa un corridore. Al Tour lavorano molto per riportarlo ad essere uno sport pulito e credibile: è l’unico grande sport gratuito seguito da intere famiglie”.

Per conto suo Di Luca afferma che se: "Se le controanalisi confermeranno la positività smetterò di correre". "Per me - ha spiegato l'atleta abruzzese - adesso è importante fare le controanalisi in un altro laboratorio e non in quello di Parigi, perchè mi è stato detto che usano metodi strani. Due personaggi dell'atletica leggera, trovati positivi, si sono rivolti ad un altro laboratorio che ha sovvertito l'esito del test".

"Due anni per me sarebbe una squalifica pesantissima, che mi avrebbe indotto a smettere. Si parla di Cera, ma io non l'ho assunto, anche perché sono stati trovati positivi tanti atleti e cadere in questa trappola sarebbe stato davvero stupido".

"Come mi sento? E come devo sentirmi? So quello che mi aspetta - ha concluso. - Ma soprattutto sono consapevole che, se dovesse essere tutto confermato, sarà la fine. Adesso devo vedere cosa fare, non potrò gareggiare fino al 3 agosto prossimo, giorno in cui verranno effettuate le controanalisi".

Che botta! Si, per chi ama lo sport come chi scrive, questa notizia arrivata come un ciclone fa male come un calcio negli stinchi: quanti altri “eroi” del ciclismo dovremo veder cadere sotto i colpi del doping? Personalmente sono stufo e ho finito le parole…

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