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Contador rischia di farla franca... dicono i giornali!

Al momento sono solo voci, ma quando tante voci si fondono all’unisono rischia che ci sia dietro del vero, ed in questo caso l’idea fa rabbrividire. Pare infatti che, almeno così scrivono un po’ su tutti i quotidiani spagnoli (da El Mundo a El Pais) che la federazioni spagnola abbia intenzione di farla passare liscia ad Alberto Contador, non adottando sanzioni per la vicenda doping che da mesi lo sta tormentando.

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Pare, sempre così bisogna dire dato che ancora non vi è nulla di ufficiale che la Federazione, la stessa che aveva proposto un anno di squalifica per lo spagnolo, si sia lasciata convincere da alcune argomentazioni del ciclista riguardo la contaminazione involontaria per mezzo di cibo ingerito, e che sia quindi decisa a fare un passo indietro, chiudendo la vicenda in favore di Contador.

Neanche a dirlo sarebbe scandaloso. Ci troveremmo di fronte ad uno scenario imbarazzante con metri di paragone differenti: infatti in Italia per cose di questo tipo gente come Basso, Riccò, Piepoli, Bernucci si è beccata pesanti squalifiche (Riccò tra l’altro è ufficialmente indagato per i fatti di qualche giorni fa) mentre Contador, attorno al quale ricordiamo girano interessi per 10 milioni di euro all’anno, rischierebbe di farla franca con la scusa della bistecca.

Se non venisse accusato infine il Tour dell’anno scorso rimarrebbe nelle sue mani, in caso contrario dovrà abbandonare il titolo: ‘La commissione disciplinare della Rfec ha convocato martedì (oggi) Alberto Contador per comunicargli la sua decisione definitiva - scrive El Pais - fonti vicine alla commissione, che si è riunita nel fine settimana, i suoi membri sono inclini a una esenzione dalla pena’, secondo El Mundo invece la convocazione arriverà mercoledì, fatto sta che tutto questo rischia di materializzarsi davvero.

Solo l’Unione ciclistica internazionale (Uci) avrebbe la possibilità di modificare la decisione della Federazione spagnola presentando un ricorso al Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna, così come la Wada che avrebbe un mese di tempo per ricorrere in appello: questa vicenda è delicata ed un’assoluzione troppo frettolosa significherebbe denigrare tutto quel lavoro anti-doping che paesi come il nostro stanno compiendo a tappeto... però si sa, chi comanda sono i soldi, e noi attendiamo esiti.

 (foto © LaPresse)

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