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Ciclismo: niente da fare, il Mondiale è di Thor Hushovd

Amarezza vera quella di Filippo Pozzato e di tutta la nazionale azzurra che deve lasciare il titolo Mondiale al norvegese Thor Hushovd, che si è imposto nella prova su strada in 6 h 21'49’’, davanti a Matti Breschel e all’austriaco Allan Davis, e accontentarsi di un 4° posto che lascia spazio solo a tanti rimpianti, che si alleviano solo pensando all’impresa di due giorni fa di Giorgia Bronzini.

'All'ultimo giro ho avuto i crampi anche sulle orecchie, ma alla fine sono stato il migliore tra quelli che volevano la corsa dura come Gilbert, Evans e gli altri – racconta Pozzato - Thor ha guardato me, io tenevo la ruota di Freire ma oggi quella di Oscar non era quella giusta. Almeno una medaglia la volevo, s’è visto come andavo negli ultimi 30 metri.... Bastava partire un paio di posizioni più avanti quando ci siamo lanciati e le cose sarebbero andate diversamente’.

Insomma largo al norvegese che comunque merita tanto rispetto: ‘Ha vinto un campione di quelli che meritano – continua Pozzato - Onorerà quella maglia come si deve. Io devo solo dire grazie a tutta la squadra, dal primo all’ultimo, per come ha lavorato. Mi dispiace per loro, perché volevamo dedicare qualcosa a Ballerini. E mi dispiace anche per Paolo Bettini, che ci aveva creduto fino in fondo’. Anche Nibali è rammaricato, ma comunque è stata una bella gara: ‘Non abbiamo corso sulle ruote di nessuno, era quello che voleva Paolo’, ed è proprio di Bettini l’ultimo pensiero, quello più profondo per un amico che non c’è più: ‘Sono sicuro che oggi si è divertito’, peccato non averlo portato ancora un’ultima volta sul gradino più alto del podio.

 (foto © LaPresse)

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