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Franco Ballerini, si riaprono le indagini sulla morte

Difficile farsi una ragione di fronte alla morte di una persona come l’ex ct della nazionale di ciclismo, Franco Ballerini, scomparso il 7 febbraio 2010 a seguito di un incidente di gara al Rally di Larciano: così ora scoppia il caso, arrivato a seguito della riesumazione della salma, ed insieme ad adesso gli avvisi di garanzia per Alessandro Ciardi, che guidava la macchina nella quale Franco era il navigatore, per il presidente della Commissione sportiva automobilistica italiana (Csai), l’ingegner Angelo Sticchi Damiani, e l'organizzatore della gara stessa, Riccardo Heinen, tutti indagati per omicidio colposo.

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Insomma il succo è che si sta scavando a fondo per cercare una soluzione, per dare la colpa a qualcuno di quel che è successo, come se non bastasse la fatalità come capro espiatorio di una disgrazia che non ci si spiega: e allora si analizza la guida, le cinture di sicurezza, il tracciato, tutto alla ricerca di una falla capace di spiegare ciò che il cuore non si rassegna ad accettare.

'Franco Ballerini aveva allacciato bene sia le cinture di sicurezza, sia il collare Hans – ha speigato Alessandro Ciardi -. Sono sicuro di questo’. ‘Sono molto sereno – spiega invece Sticchi Damiani - ho estrema fiducia nell'operato della giustizia e aspetto i risultati. A riprova di questa impostazione mia e della Csai, c'è il fatto che non abbiamo ritenuto opportuno nominare un consulente tecnico d'ufficio per l'autopsia alla salma di Ballerini’.

 (foto © LaPresse)

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