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Cio, si a golf, rugby e a Mario Pescante vicepresidente!

Mario Pescante, membro del Cio dal 1994, è stato eletto vicepresidente del Comitato olimpico internazionale, primo italiano ad assumere questa carica. Per l’Italia una notizia storica arrivata grazie all’impegno sempre attivo e costante di Pescante che ha raggiunto 53 voti contro quelli i 37 di Ching Kuo Wu di Taipei, presidente mondiale della boxe. L’altra carica di vicepresidente se l’è invece aggiudicata Ser Miang Ng di Singapore, mentre per la presidenza è stato confermato Jacques Rogge che detiene questa carica dal 1994.

Un grande successo per il quale il primo a congratularsi è stato il Presidente del Coni Gianni Petrucci: "E' un grande successo per Pescante e per tutto lo sport italiano. Siamo qui proprio per testimoniare la nostra vicinanza a Mario, nel momento più importante della sua carriera sportiva. Ha dedicato la sua vita al mondo olimpico nazionale ed internazionale, quindi lo sport italiano gli deve dire grazie''.

Ma non è tutto, infatti sempre oggi il Cio ha approvato l’inserimento del rugby a 7 e del golf nel programma, come stabilito, dei Giochi di Rio de Janeiro 2016, il primo approvato con 81 voti favorevoli e 8 contrari, il secondo con 63 si e 27 no. Notizia entusiasmante, commentata con il sorriso sulle labbra dal Presidente della Federugby, Giancarlo Dondi: "E' una notizia veramente stupenda. Ed è comprensibile che il nostro sport sia stato privilegiato nella versione a sette, molto più spettacolare e facile da capire, altrimenti ci sarebbe stato il predominio delle solite squadre, perchè più di un secolo di egemonia non si modifica in sette anni. Così invece potranno emergere realtà nuove, e per il rugby ci sarà un nuovo boom".

"Spero - continua Dondi - che alla fine riescano a fare un torneo a 24 squadre, come si usa spesso e si conclude in pochi giorni, invece che di 12 come ha detto il presidente del Cio Rogge”. Notizia appresa anche con particolare entusiasmo dal Brasile dal quale fanno sapere che verrà dedicato uno stadio a questa disciplina: “Io ci credo - conclude Dondi -. I brasiliani del rugby sarebbero anche bravi, ma finora sono stati abbandonati dalla loro federazione, che è molto debole. Ora però vedrete che le cose cambieranno".

 (foto © LaPresse)

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