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Coni, Malagò: "Rinuncio a indennità", il suo stipendio a palestra Maddaloni di Scampia

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"Mi sembra giusto rinunciare alla mia indennità di presidente del Coni. Ho deciso di versare il mio appannaggio economico ad associazioni sportive, a società impegnate nel sociale. La prima a beneficiarne sarà quella di Maddaloni a Scampia". Anche questo fa parte della sua "rivoluzione": il presidente del Coni Giovanni Malagò ha annunciato, in un'intervista al "Corriere della Sera", una novità importante che lo riguarda in prima persona: dopo l'abolizione delle tessere omaggio per i politici il nuovo numero uno del Comitato Olimpico Italiano rinuncerà ai 90 mila euro netti all'anno che gli spetterebbero.

Lo stesso Giovanni Maddaloni, maestro della palestra di judo di Scampia, pochi giorni fa aveva incontrato Malagò per scongiurare la chiusura del centro sportivo divenuto un punto di riferimento nel quartiere.

Sono arrivati così a Scampia 6500 euro, certo non una cifra che cambia la vita ma un gesto simbolico importantissimo da parte del massimo esponente dello sport italiano e che, in una realtà come quella della palestra Maddaloni può cambiare parecchie cose.

Malagò ha scelto di girare di mese in mese il suo stipendio a chi dimostrerà di poterne fare buon uso. Una deriva "grillina", secondo molti, quella del presidente del Coni, ma anche in questo caso il presidente ha proposto al Corriere della Sera una chiave di lettura particolare della vicenda: “Come loro(i grillini, ndr) sono una novità ma dal grillismo sono molto lontano. La questione è più semplice: i presidenti federali non ricevono alcuna indennità, se non un gettone per consigli e riunioni operative. Sarebbe un'ipocrisia se io, in quanto presidente del Coni, dovessi invece prendere uno stipendio”.

Il numero uno del Coni, infine, ha ribadito quali sono le sue priorità: “Razionalizzazione e ottimizzazione della macchina, una gestione innovativa rispetto al passato; salvaguardia delle risorse, cercando supporti esterni all'attività sportiva; il problema dell'impiantistica: non si può avere un grande sport senza l'aiuto di impianti adeguati. Riprendere in mano e rilanciare la legge sugli stadi".

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