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Coni: “Rebellin restituisca i soldi”

Continua senza sosta la vicenda Rebellin. Se infatti prima solo ieri il Cio aveva richiesto al ciclista la restituzione della medaglia vinta alle Olimpiadi di Pechino 2008 a seguito della vicenda riguardante la positività all'Epo, ora anche il Coni sceglie di seguire la stessa strada pretendendo la restituzione dei 75mila euro ricevuti in premio.

"In relazione al caso Rebellin e quanto richiesto dal CIO – scrive il Coni in una nota -, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano comunica quanto segue: 1 - All'atleta Davide Rebellin è stato richiesto questa mattina di ottemperare senza indugi alle disposizione del Comitato Olimpico Internazionale, restituendo al Coni la medaglia d'argento ed il relativo diploma, assegnatigli in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino 2008; 2 - Contestualmente è stato chiesto all'atleta di restituire anche la somma di 75.000 euro, relativa al premio deliberato dalla Giunta Nazionale del Coni e a lui corrisposto tramite la Federazione Ciclistica Italiana".

Nel contempo - continua la nota - il Coni ha dato incarico all'avvocato Massimo Ranieri di Roma di avviare un'azione risarcitoria nei confronti dell'atleta per il danno che il suo comportamento ha prodotto all'Italia, al Coni e all'intero movimento sportivo nazionale. 4 - Infine, il Procuratore Nazionale Antidoping, Ettore Torri, che aveva aperto un fascicolo nei confronti dell'atleta sin dalla prima comunicazione della positività da parte del CIO, si sta attivando per quanto di sua competenza".

 (foto © LaPresse)

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