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Contador ha vinto, ma la macchia doping rimane

Archiviato il Giro d’Italia non resta che parlare delle dichiarazioni e fare previsioni su quello che sarà. Punto inossidabile è la concretezza di Alberto Contador che, venuto in Italia per vincere, lo ha fatto e senza nemmeno troppi problemi, infilando a Scarponi (2°) il distacco più ampio degli ultimi cinque anni di Giro.

Rivivi tutta la vicenda doping che ha coinvolto Alberto Contador

Certo è che le ombre si addensano su di lui, peccato, perché se prima di tutta la vicenda legata al clenbuterolo lo si considerava un campione e basta, ora dietro ogni frase ci si mette sempre un ‘ma’ o un ‘però’, infondo su di lui il Tas non si è ancora espresso, rimandando la decisione ad agosto sulla sua possibile squalifica, tirando ancora più per le lunghe un verdetto che, inspiegabilmente, non vuole arrivare.

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Contador comunque se la gode: ‘Hombre - esordisce - è stata dura, la fatica più dura della mia carriera, però me la sono proprio goduta, un giorno dopo l’altro. E’ uno dei migliori momenti della mia carriera – dice da piazza Duomo -, quest’anno ho fatto tutto quello che dovevo per preparare il Giro e si è visto, ho avuto un approccio molto migliore rispetto al 2008. E sono anche più emozionato, questa è una piazza da sogno, con tante bandiere spagnole e l’affetto dei tifosi italiani, è qualcosa di irripetibile che non tutti possono vivere. Ora non vedo l’ora di essere a casa, a riposare, perché sono molto, molto stanco’.

Se lo spagnolo sorride gli italiani invece devono tirare le somme, e comincia Michele Scarponi: ‘Sono orgoglioso del mio Giro d’Italia. Lo dedico a me stesso e alla Lampre-ISD, è un grande risultato dopo il quarto posto del 2010 che arriva dopo un Giro molto duro, pieno di tensioni e di fatiche’. Discorso più o meno buono anche per Nibali: ‘Quello con Scarponi è stato un duello appassionante, ce le siamo date di santa ragione per tre settimane. Io ho provato a vincere consapevole di rischiare qualcosa, per questo non sono deluso. Ho eguagliato il terzo posto del 2010 in cui ho vinto la Vuelta, quindi è un segnale di continuità’.

Insomma anche per quest’anno il Giro d’Italia chiude i battenti con la certezza di un campione destinato ad entrare nel mito, e con i mille dubbi che lo stesso campione porta con sé... il futuro rimane un'incognita.

 (foto © LaPresse)

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