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Coppa Davis: Andy Murray regala alla Gran Bretagna un successo atteso ottant'anni

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Sono passati ottanta anni ma finalmente la Coppa Davis è tornata in Gran Bretagna. Andy Murray ha sconfitto in tre set il numero uno belga, Goffin, con il punteggio di 6-3, 7-5, 6-3 restituendo la prestigiosa insalatiera ad un paese che tennisticamente era sprofondato molto in basso prima dell'arrivo di questo scozzese che ha l'unica sfortuna di essere contemporaneo di tre mostri sacri come Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic.

Dopo aver riportato in Gran Bretagna la coppa di Wimbledon, e la medaglia d'oro olimpica, il giovane scozzese è riuscito anche nell'impresa più difficile, perchè di squadra, di vincere la Coppa Davis. Ad aiutarlo è stato il fratello Jamie Murray che gioca con lui il doppio. Una vittoria, quindi, in salsa profondamente scozzese. Una vittoria, è proprio il caso di dirlo, costruita in casa.

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Era dai tempi di Bjorn Borg che non si vedeva un singolo giocatore trascinare una squadra che per gli altri componenti è decisamente mediocre. Il secondo singolarista è appena numero 100 al mondo. Una prova ulteriore di quanto sia affascinante la Coppa Davis e di quanto poco sia valorizzata dal mondo del tennis che dovrebbe assolutamente promuoverla e venderla meglio.

Guarda il match point di Andy Murray

In mondo dai montepremi milionari è fondamentale mantenere vivo l'interesse su una manifestazione che comunque raccoglie e mostra stadi sempre pieni e tifo acceso in tutte le parti del mondo. I belgi, purtroppo per loro, hanno perso la seconda finale della loro storia. Anche nella prima occasione, più di cento anni fa, erano stati sconfitti dalle allora Isole Britanniche. Un ciclo della storia che li condanna irrimediabilmente.

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Una finale come Belgio-Inghilterra apre le porte alla speranza anche per l'Italia che non ha il fuoriclasse alla Murray, ma che comunque può contare su una base qualitativamente migliore di quella del Belgio e su un doppio di primo livello come quello composto da Fognini e Bolelli. L'auspicio è che gli azzurri, finalmente, riescano a portare in Italia la seconda Coppa Davis della nostra storia.

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