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Correre piace al cervello come la marijuana!

Correre è come fumare marijuana! Questa è la novità che arriva da una studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze (PNAS) che evidenzia tutti gli aspetti positivi di una vita all’insegna dello sport e dell’esercizio fisico.

Uno studio pubblicato dall'equipe di Henriette van Praag del National Institute on Aging e testato su cosiddetti ‘topi corridori’ ha infatti dimostrato come l’esercizio fisico, ovvero la corsa, produca effetti positivi non solo a livello atletico, ma apporti benefici anche a livelli cognitivi, associando di fatto l’azione positiva di risultati a livello fisico ad un aumento delle capacità di apprendimento.

Correre quindi fa bene al cervello: innanzitutto aumenta la produzione di fattori neurotrofici, aumenta poi la vascolarizzazione cerebrale e la plasticità neurale, ma soprattutto al cervello piace come fumare marijuana. Incredibile a dirsi ma correre, hanno dimostrato gli studiosi, mette in circolo sostanze simili ai principi psicoattivi presenti nella cannabis, regalando al cervello una piacevole sensazione di euforia e relax, senza però controindicazioni.

Quando si corre infatti il corpo tende a produrre alti livelli di anandamide, una molecola con le stesse proprietà dei tetracannabinoidi rilasciati dalla marijuana sul sistema nervoso, creando il cosiddetto effetto dell’ ‘euforia del corridore’. Gli studi effettuati sui topi hanno dimostrato che i topi corridori riescono a superare meglio degli altri tutti una serie di test legati ad una serie di neuroni che si sviluppano in più rispetto ai topi che non corrono volontariamente.

Insomma correre fa bene e al cervello piace come la marijuana! La domanda è… Come hanno fatto a definire che ai topi piacesse tanto correre quanto fumare marijuana? Probabilmente li avranno portati una settimana ad Amsterdam!

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