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Da Pechino 2008 a un barcone per l'Italia, così è morta Samia

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Aveva sfilato alla Cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici di Pechino 2008, fiera di essere una delle due rappresentati della Somalia alle Olimpiadi. La gioia di quei giorni, però, è scomparsa presto eSamia Yusuf Omar è passata dalla gara dei 200 metri femminili di Pechino 2008 a un barcone che dalla Libia l’avrebbe dovuta portare in Italia, dove invece ha trovato la morte. A raccontare la sua storia è stato l'ex atleta Abdi Bile nel corso di una riunione del Comitato olimpico nazionale a Mogadiscio.

Sapete che fine ha fatto Samia Yusuf Omar?”, ha detto rivolgendosi alla platea che è rimasta attonita e in silenzio. Abdi Bile, un vero eroe per i somali, oro nei 1500 metri ai Mondiali di Roma del 1987, ha raccontato la storia di Samia, nata nel 1991, la più grande di sei figli di una famiglia di Mogadiscio. Era povera ma con tanti sforzi e sacrifici nel 2008 ha partecipato alle Olimpiadi. Nella sua gara, i 200, era arrivata ultima, ma era tornata a Mogadiscio felice: “È stata un'esperienza bellissima, ho portato la bandiera somala, ho sfilato con i migliori atleti del mondo”, aveva detto.

Poi il dramma. Abdi Bile è costretto a rispondersi da solo alla sua triste domanda: “La ragazza è morta… morta per raggiungere l'Occidente. Aveva preso una carretta del mare che dalla Libia l’avrebbe dovuta portare in Italia. Non ce l’ha fatta. Era un'atleta bravissima. Una splendida ragazza”. Non è chiaro quando la ragazza sia morta e dove sia disperso il suo corpo.

Video, Samia Yusuf Omar: dal sogno olimpico alla tragedia in mare

Nel frattempo in rete sono numerosi i messaggi di cordoglio da tutto il mondo. Una terribile storia per la Somalia che nel frattempo festeggia un altro atleta, Mo Farah, arrivato da rifugiato in Inghilterra e naturalizzato, eroe nazionale dopo aver dominato a Londra i 5000 e 10000 mila metri. ”Siamo felici per Mo, è il nostro orgoglio- ha concluso Abdi Bile - ma non dimentichiamo Samia”.

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