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Dan Peterson è il nuovo coach dell’Olimpia Milano

Che colpo per Milano! Il basket italiano trema per il ritorno in panchina di uno dei più grandi esperti di questo sport, sia italiano che Nba, ovvero Dan Peterson, coach americano di 75 anni, e conosciuto in Italia anche per le sue tante presenze televisive come telecrononista, non solo di basket ma anche wrestling, dopo 23 anni torna su una panchina, quella della Olimpia Milano.

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Questione di affetto per Milano, dice lui: ‘Non l'avrei mai fatto per nessun'altra squadra, ho dato la mia disponibilità, lo farò con grande cuore’, Peterson và a sostituire Pietro Bucchi esonerato dopo l’eliminazione in Eurolega ed il divario su Siena che si allunga dopo la sconfitta contro Cantù: tutti segnali d’allarme che hanno convinto il Presidente Proli ad attuare il cambiamento in panchina a favore dell’americano che, con Milano, ha già vinto in passato 4 scudetti, (1982, 1985, 1986 e 1987), 2 Coppe Italia (1986 e 1987, una Coppa Korac (1985) e una Coppa dei Campioni (1987).

'Non pretendo di tornare a fare la zona 1-3-1, il basket è cambiato – ha continuato Peterson - Ci vuole umiltà e piedi per terra. Ci vuole grande durezza, se i miei ragazzi giocano insieme, c'è la possibilità di vincere. E' l'unico messaggio che ho sempre cercato di trasmettere’.

Anche il presidente della Fip Dino Meneghin si dice entusiasta della scelta: ‘Peterson ha più verve di molti ventenni che conosco. Io lo chiamo Duracell, andrebbe legato alla poltrona, è iperattivo e non bisogna guardare all'età. Siamo andati di recente in America insieme a parlare con David Stern ed ero io che faticavo a stare ai sui ritmi. Sono contento, se lo merita, anche se da molto tempo non lavora non è mai uscito da questo mondo e si è sempre occupato di pallacanestro. Cosa dirà ai giocatori al primo allenamento? Sono convinto che parlerà della storia dell'Olimpia e dirà che giocare con questa maglia è come in America giocare per i Celtics. E' bravo a motivare i giocatori, è anche un'ottima scelta tecnica e poi dovrà presentarsi perché gli americani e i lituani magari non lo conoscono’.

 (foto © LaPresse)

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