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Danilo Di Luca come i pentiti: fa i nomi per uno sconto della pena

Danilo Di Luca come i pentiti di mafia. Dopo essere stato sospeso dal ciclismo per 2 anni a causa delle vicende di doping e la positività all’epo-Cera riscontrata al termine del Giro d’Italia 2009, e per le quali, badate bene, lui si è sempre dichiarato innocente, ora passa dall’altra parte della barricata chiedendo una riduzione della pena poiché avrebbe aiutato la giustizia ordinaria a smascherare altri casi di doping con le sue dichiarazioni.

Capito? La giustizia sportiva proprio come quella ordinaria… Insomma Di Luca da una parte si dichiara innocente, si autosospende dalle corse il 21 luglio 2009 cosicchè ad oggi avrebbe scontato più di metà della pena, e poi inizia a fare nomi a destra e a manca (e chissà come... dato che lui si dichiara estraneo ai fatti che riguardano la sua positività al doping) in modo che quando sarà ridiscusso il suo caso, il 15 ottobre prossimo, c’è la possibilità che riceva uno sconto della pena di un anno, e così ecco che tra pochissimo la sua pena potrebbe essere già stata scontata tutta.

Semplice il giochino no? E così Di Luca dopo un annetto di stop potrebbe essere già pronto a tornare in pista dal Giro di Lombardia del 16 ottobre, tanto una squadra che lo prenda la troverà di sicuro e anzi c’è chi afferma che alcuni si siano già fatti sentire, come l'amministratore delegato della Geox. Insomma, un caso nazionale montato sotto le telecamere che ora così, in maniera quasi inosservata sta passando alla sua fase conclusiva. Ma allora? Danilo Di Luca si dopava oppure no? E’ uno sportivo corretto oppure no? Di chi ci dobbiamo fidare? E soprattutto non sarebbe il caso di chiedere scusa a migliaia di tifosi oltre che spifferare nomi e cognomi pur di salvarsi la carriera? Alla volte salvare la faccia vale molto di più...

 (foto © LaPresse)

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