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Doping, Alex Schwazer: "Sono stato corretto per anni"

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"Sono sorpreso e amareggiato dalle richieste della Procura antidoping, che non ha preso in considerazione il comportamento corretto, da me tenuto negli anni passati, oltre alla mia confessione e collaborazione fattiva con la giustizia sportiva, sin dal momento della positività". E' il pensiero di Alex Schwazer alla notizia della richiesta di quattro anni di stop arrivata al Tribunale nazionale antidoping del capo della procura del Coni. Schwazer ha aggiunto di avere "piena fiducia nel Tribunale del Coni".

Per Schwazer è stato chiesto, dunque, il massimo della pena per uso di Epo, possesso di testosterone e altre violazioni.

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Schwazer, campione olimpico della 50 km di Pechino 2008, alla notizia della positività, nel luglio scorso, è stato immediatamente escluso dalle Olimpiadi di Londradopo un controllo effettuato il 30 luglio ad Oberstdorf, in Germania, dove si stava preparando per i Giochi. Schwazer è stato bloccato in Italia, poco prima di partire per Londra dove rappresentava l'unica certezza azzurra per l'Italia nell'atletica. L'azzurro aveva rinunciato alla gara di marcia dei 20 km a Londra 2012, per disputare soltanto la "sua" gara, la 50 km.

Pochi giorni dopo la notizia l'azzurro ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha raccontato come si era procurato l'Epo e ha poi concluso: “Non voglio una riduzione della squalifica, quello non mi interessa, giacché ho deciso di smettere. Voglio un lavoro che mi permetta di essere felice, non uno che mi faccia vedere i genitori due volte l'anno. Sono dispiaciuto per quel che è accaduto, ma anche sollevato. Non ce la facevo più”.

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