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Doping-Armstrong: Nike gli rescinde il contratto. Addio a Livestrong

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La radiazione, il rischio di perdere i 7 Tour de France ed ora la rescissione del contratto da parte della Nike, azienda a cui era legato da un cotnratto come testimonial. Gli effetti collaterali della bufera doping che ha coinvolto Lance Armstrong continuano a moltiplicarsi.

Lance Armstrong e lo spot Nike, il video

Il celebre marchio sportivo con sede a Beaverton ha emesso un duro comunicato in cui ha aspramente criticato l'ex corridore della Us Postal: "Esistono prove inoppugnabili sull'utilizzo di doping da parte di Lance Armstrong. Dispiace prendere questa decisione, ma è incontrovertibile il fatto che il ciclista abbia ingannato la Nike".

Un momentaccio per Armstrong, che ha anche preso la decisione di lasciare la presiente della fondazione "Livestrong", una organizzazione benefica a favore dei malati di cancro. "Ho voluto risparmiare a Livestrong tutti gli effetti negativi scaturiti dal ciclone che si è abbattuto sulla mia carriera".

Armstrong non è il solo ciclista della Us Postal ad essere rimasto coinvolto nello scandalo. Nel dossier che la Usada ha inviato all'Uci sono finiti anche Levi Leipheimer, licenziato in tronco dalla Omega Quick-Step dopo le sue confessioni, e l'australiano Matthew White, attuale commissario tecnico della nazionale del suo paese, ma esonerato dalla federazione dopo lo scoppio del caso.

"Riconosciamo a Matthew White un contributo straordinario alla crescita di questo sport in Australia" si legge nel comunicato della federazione ciclistica australiana "ma è anche vero che le sue ammissioni costituiscono una violazione del codice antidoping che ci siamo dati. Per questo siamo costretti a licenziarlo".

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