Excite

Doping, Baldini: “Io e Cannavaro, due pesi due misure”

Due pesi due misure. Andrea Baldini, non ci sta, dopo la squalifica di 6 mesi per doping che gli fece saltare l’Olimpiade di Pechino, il fiorettista azzurro, fresco fresco di due medaglie d’oro Mondiali di Antalya in Turchia torna alla ribalta, paragonando il suo caso a quello di Fabio Cannavaro, positivo ad un antiallergico a base di cortisone a seguito di una puntura d’ape, per il quale però la pratica è stata subito archiviata.

Il caso Cannavaro? - spiega Baldini - Provo rammarico nel constatare che si utilizzano due pesi e due misure a seconda dello sport, di quanto un mondo sia più o meno importante o abbia un giro economico più o meno alto. Mi fa piacere – continua - che nel caso di Cannavaro si sia usato buonsenso e non sia calata una mannaia su di lui. Se sei innocente è normale che ti girino le scatole. Però, guardando a quello che è successo a me e a lui... c'è da riflettere...", dice Baldini.

Baldini all’epoca risultò positivo al furosemide, un diuretico, e a causa di questo il tribunale della federscherma internazionale (Fie) gli ha inflitto una squalifica di soli 6 mesi riconoscendo come responsabile della sua positività "una terza parte sconosciuta", ma Baldini questa cosa non l’ha mai digerita: "Magari a volte la giustizia prende delle 'scorciatoie', ma ripeto: è giusto che Cannavaro possa tornare a giocare e che prima di affossare qualcuno si valuti con attenzione se una persona è colpevole o meno. E nel caso di Cannavaro mi sembrava palese che non lo fosse".

Certo è che la vicenda è poi andata oltre perchè Baldini ad un certo punto annusò la possibilità che questa terza parte fosse Andrea Cassarà che, guarda caso, fu proprio il suo sostituto all’Olimpiade: "Forse da parte sua un tentativo di riavvicinamento c'è stato - racconta Baldini - ma preferisco che ognuno vada per la sua strada. Mi guardo bene dall'accusarlo per quello che mi è successo, non ho mai fatto il suo nome anche perché non avevo elementi. Ma non ho escluso niente allora e non lo escludo nemmeno adesso", anche se poi la rivincita personale è arrivata, proprio contro Cassarà proprio in pedana ad Antalya, dove ha battuto Cassarà: "Non potevo chiudere la stagione meglio di così. Specialmente quell'oro individuale lo rincorrevo da due, tre anni. Ci tenevo molto anche per tutto quello che è successo alla vigilia di Pechino. Non sono mai salito in pedana per prendermi una rivincita contro qualcuno, ma sono felice anche per tutte quelle persone che mi sono state vicino".

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017