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Doping, Baldini non si arrende. Ipotesi complotto

Andrea Baldini non si arrende. Le controanalisi di oggi hanno confermato la positività del fiorettista al doping, ma l'atleta ha chiesto ed ottenuto l'esame del dna sui campioni oggetto del test.

Il Dipartimento di Controllo Antidoping del General Faculty Hospital di Praga ha effettuato le controanalisi del campione B delle urine dello schermidore, prelevato ai campionati Europei di Kiev, riscontrando ancora il "furosemide".

La Federscherma ha comunicato "il proprio stupore per questa vicenda che coinvolge un atleta che si è sempre distinto per sportività e correttezza. La sorpresa è tanto maggiore in quanto Baldini, come tutti gli altri schermidori di alto livello della Nazionale italiana, nel corso della stagione è stato ripetutamente sottoposto ad esami che hanno sempre avuto esito negativo; le norme internazionali, infatti, oltre ai controlli a sorpresa, prevedono in ogni gara il test per tutti gli atleti che raggiungono il podio. Aderendo ad una precisa richiesta di Baldini, intenzionato a far eseguire l'esame del Dna sui campioni oggetto del test, questa Federazione tramite il dottor Morelli ha chiesto ed ottenuto dall'Istituto di Praga la loro conservazione e si sta inoltre attivando per richiedere il fascicolo tecnico dell'esame".

Per domani è previsto l'arrivo del sostituto di Baldini, Andrea Cassarà, indirettamente accusato proprio da Baldini. La teoria del "complotto" rende pesante l'aria tra gli azzurri, e a tal proposito la Federazione ha dovuto diramare una nota: "faremo ogni sforzo per consentire agli atleti e ai tecnici di lavorare con la massima tranquillità al fine di presentarsi nelle migliori condizioni all'appuntamento olimpico".

La nota parla anche di caso "vissuto con sofferenza da tutto il mondo schermistico italiano e, in particolare, dagli atleti, dai tecnici e dai dirigenti presenti a Pechino, i quali proseguono tuttavia il proprio lavoro all'insegna della massima professionalità e di un impegno assoluto".

Ad accendere la polemica "complotto sì-complotto no" è il fiorettista Stefano Barrera, che prende le difese di Baldini: "Di sicuro so che se qualcuno ha cercato di mettergli qualcosa nell'acqua durante la finale ha messo in pericolo anche noi. Chiunque, della squadra, avrebbe potuto bere da quelle bottiglie. Ma la cosa che mi dà più fastidio è che ora Baldini sia qui a doversi difendere da qualcosa che non ha commesso, invece di essere a Pechino per prendersi una medaglia. Sono sicuro che Andrea non ha preso nulla. Ci metto la mia faccia non credo e non voglio credere però che sia stato Cassarà".

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