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Doping, Landis intercettato tira in mezzo anche Armstrong

Il doping è una piaga nel mondo del ciclismo che sembra inarrestabile e le ultime ‘confessioni’ (virgolettato perché c’è da fare molta chiarezza ancora) riguardano Floyd Landis il ciclista americano che sì vinse il Tour de France 2006 ma che poi si vide revocato il titolo per la positività al test antidoping.

Ebbene seppur Landis abbia sempre proclamato la sua innocenza la prova della sua colpevolezza sarebbe arrivata tramite la notizia del Wall Street Journal che porta alla luce, pare, l’intercettazione di una serie di mail inviate dall’atleta ai dirigenti della federazione internazionale e agli sponsor: ma la cosa più grave è un’altra, pare che immischiato in questa faccende ci possa essere anche il 7 volte vincitore del Tour de France Lance Armstrong.

Le mail, datate tra il 30 aprile ed il 6 maggio porterebbero all’evidenza dei fatti tutte le tecniche imparate da Landis nel corso degli anni per riuscire ad assumere sostanze dopanti e riuscire a farla franca attraverso una serie di espedienti come quello di assumere l’Epo da solo dopo aver imparato a compiere delle autotrasfusioni di sangue, o quello di ricorrere a steroidi liquidi assunti per via orale.

E in questo che c’era Armstrong vi chiederete? Centra eccome perché è emerso dalle email che fu proprio l’allenatore del texano Johan Bruyel ad insegnargli tutto ciò che sarebbe servito per farla franca parlandogli di doping ed ormoni vari che ne avrebbe aumentato le prestazioni: inoltre Landis confermerebbe di aver parlato di tutto ciò con Armstrong, facendosi addirittura prelevare nella stanza di Armstrong due sacche da mezzo litro di sangue da utilizzare per il Tour de France.

Insomma sarà necessario compiere tutti gli accertamenti del caso e si attende la pubblicazione ufficiale per capire quanto c’è di vero dietro a tutto questo e fino a che punto possano essere certificate le colpe di Lance, quel che è però chiaro è che ciò che sta emergendo è gravissimo e ancora una volta siamo costretti a documentare fatti che fanno passare la voglia di credere che questo sport prima o poi possa davvero tornare pulito.

Foto: associatedpresse – lapresse

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