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Doping, Schwazer al suo medico: “Fidati, non sono un napoletano”

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Blitz dei Nas alla sede della Fidal e pesanti accuse della procura di Bolzano contro la Federazione di atletica leggera ed il Centro sportivo dei carabinieri. Nel caso doping che ha coinvolto il marciatore Alex Schwazer si susseguono le accuse mentre, proprio in queste ore, sono state iscritte nel registro degli indagati altre 5 persone, oltre all'atleta, dopo perquisizioni fatte anche a casa sua a Racines. Gli indagati sarebbero stati a conoscenza dello stato alterato dai farmaci dell'azzurro, ma non avrebbero detto nulla e l'accusa è di “concorso nel favoreggiamento di uso di farmaci”.

Doping, Alex Schwazer: "Sono stato corretto per anni"

Qualcosa di ancora più inquetante, poi, emerge dalle carte sulle indagini pubblicate oggi dal “Sole 24 Ore”. La dirigente del Settore Sanitario e Antidoping della Fidal Rita Bottiglieri ed i medici federali Pierluigi Fiorella e Giuseppe Fischetto, sono accusati di aver partecipato a "un medesimo disegno criminoso concorso a favorire l'atleta Schwazer nell'utilizzo di farmaci" e lo dimostrerebbero alcune mail compromettenti pubblicate proprio dal quotidiano economico.

In particolare Fiorella scrive a Schwazer a pochi giorni dalle Olimpiadi di Londra: ''Ciao scoppiato, come sta procedendo la settimana?'', e ancora: ''La decisione sulla permanenza a Londra o meno spetta a te, ma ricorda che certamente alla Iaaf 'puzzerà' questo tuo andar su e giù''.

''Posso giurare che non ho fatto niente di proibito – risponde Alex - Sono altoatesino, non sono napoletano''.

Per i sostituti di Bolzano ''si può ritenere che il Dott. Fiorella sia pienamente consapevole dell'utilizzo nel corso degli anni di pratiche di doping da parte dell'atleta''. Ma anche Fischetto avrebbe saputo che Schwazer si dopava. Sempre secondo quanto riporta il "Sole 24 Ore”, i carabinieri hanno scoperto che Schwazer negli anni si era costruito il proprio profilo ematologico personale, facendosi testare autonomamente e che il marciatore aveva avuto un rapporto con il doping “già durante la preparazione per i Giochi Olimpici di Pechino 2008(e forse ancor prima), sia stato sottoposto a trattamenti farmacologici o a manipolazioni fisiologiche capaci di innalzare considerevolmente i suoi valori ematici”.

Nel frattempo il New York Times accusa la Iaaf di aver “coperto” Schwazer, ma la federazione internazionale ha già smentito definendosi "scioccata dalle accuse” e rifiutando “categoricamente queste affermazioni”. Il giornale americano, citando l'inchiesta penale della Procura di Bolzano, sottolinea che ad aprile 2012 "la Iaaf era stata informata dei risultati anomali del marciatore".

Sulla vicenda è intervenuta anche Josefa Idem, ministro dello Sport: "Nei prossimi giorni occorre seguire questa vicenda, per capire se c'è un'accusa fondata – ha detto -In Italia esiste una legge sul doping che è all'avanguardia e punisce non solo chi fa uso di sostanze proibite ma anche coloro che invitano all'uso o che coprono queste pratiche. Dal punto di vista legislativo abbiamo la risposta qualora si rivelasse vero”.

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