Excite

E’ morta Jackie Tonawanda, pioniera della boxe femminile

Jackie Tonawanda, la prima donna pugile professionista è dovuta cedere ieri, al Mount Sinai Hospital di Harlem, ad un tumore al colon che ormai da troppo tempo non era riuscita a sconfiggere come fece con tante avversarie nel corso della sua vita.

Aveva 75 anni, e quando era giovane lei le donne non potevano certo salire sul ring e competere per titoli e medaglie come accade ora, anzi in qualche modo se ora tutto questo è possibile, buona parte del lavoro l’ha fatto lei.

Ma a lei questo non bastava, era così forte che ha sempre voluto di più, battersi con gli uomini e per tutta la vita ci provò ("prima o poi gli faccio cambiare idea"), fino a quando ebbe 40 anni e i vertici della boxe decisero che infondo qualche match potevano pure lasciarglielo fare ("non avevo ragione io?"), e lei accolse la sua più grande sfida, contro degli uomini che la rispettavano, perché lei a parte gli scherzi picchiava duro.

Pochi soldi e tanti guai nella vita di Jackie, che quando vinse i suoi primi 500 dollari mandando al tappeto al secondo round Larry Rodania al Madison Square Garden nel 1975, quasi non ci credeva, non era ceto un sport semplice all’epoca e nemmeno era semplice essere un precursore, perché i frutti sono lenti da raccogliere, ma lei non ha mai smesso di crederci.

Ma non bastò, insieme a li altre due pugili lottarono per la fondazione di una lega femminile, ma la porta fu loro sbattuta in faccia da Edwin Dooley, il capo della New York State Athletic Commission, con la motivazione: “Non autorizziamo i combattimenti fra donne perché loro sono donne", come scrisse il Times, ma lei questa causa la portò in tribunale e la vinse, perché questa idea che le donne non potessero combattere, come spiegò anche la sentenza “risente di atteggiamenti e opinioni vecchie di secoli".

"Sono convinta che la boxe femminile è soltanto all'inizio", attraverso queste parole si fece conoscere, attraverso le sue battaglie, tanto che anche Gerry Cooney, peso massimo dell’epoca disse di lei: "E' una donna così onesta e forte che non capisco come abbiano fatto a renderle la vita così difficile". Ma lei continuò, tra match che non le vennero mai riconosciuti e altri che vinse alla grande, fino a ritirarsi nell’Harlem, dove divenne guardia del corpo di un ex pugile a Deer Lake, in Pennsylvania: un tal Muhammad Ali.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017