Excite

Elisa Di Francisca, due ori a Londra 2012, intervista ad Excite: 'La Vezzali? Gran rispetto, ma non siamo care amiche'

  • Getty Images

di Giuseppe Latorraca - (twitter GiuseppeLatorra)

E' di Jesi, ha 30 anni ed è la nuova regina della scherma mondiale. Appena 4 mesi fa, Elisa Di Francisca è salita sul gradino più alto del podio nel “fioretto individuale” e “a squadre”, diventando l'unica “azzurra” a vincere due medaglie d'oro alle ultime Olimpiadi di Londra.

Salita in pedana all'Excel Stadium di Londra in apertura di Olimpiade, Elisa ha infilato di “fioretto” le avversarie mondiali più temibili, come la sudcoreana Nam Hyun-hee in semifinale e la connazionale Arianna Errigo in finale.
Quel giorno, sul podio olimpico sono salite anche Arianna Errigo (medaglia d'argento) e Valentina Vezzali (medaglia d'oro), leggenda azzurra del fioretto e vincitrice dell'oro individuale nelle 3 precedenti edizioni dei giochi Olimpici.

Elisa Di Francisca: le foto della regina del 'fioretto'

Pochi giorni dopo, la Di Francisca, la Errigo, la Vezzali e Ilaria Salvatori hanno poi stravinto anche la medaglia d'oro nel fioretto femminile a squadre, affermando ancora una volta la supremazia mondiale della Nazionale italiana di fioretto femminile.

Video Di Francisca, oro a Londra e fiorettista del team Olympic Enervit


Excite ha contattato Elisa di Francisca per un'appassionata intervista esclusiva, che proponiamo

1. Ciao Elisa, che effetto fa vincere due medaglie d'oro alle Olimpiadi e cantare l'inno d'Italia sul gradino più alto del podio?
"Una sensazione indescrivibile. A qualche mese dalla fine dei Giochi Olimpici di Londra 2012 sento ancora forti in me le emozioni bellissime provate sul podio e nei giorni successivi. Quando sono rientrata a Jesi mi sono trovata a piangere di fronte allo specchio perché guardando e riguardando le due medaglie dorate, prendevo coscienza dei meravigliosi obiettivi raggiunti”.

2. Come hai preparato la finale olimpica?
"E’ stato un lungo quadriennio di duro lavoro, che mi ha portata ad essere pronta per Londra. Le mia giornate iniziavano verso le 8 del mattino con il lavoro fisico, seguita dalla mia preparatrice atletica, Annalisa Coltorti, e la lezione di scherma con il mio maestro, Stefano Cerioni. Poi, nel pomeriggio, andavo in sala per tirare di scherma con gli altri ragazzi.
In vista delle gare importanti, ci sono più ritiri e gli assalti diventano più di qualità e si punta tutto sulla tecnica e sulle strategie. Naturalmente, al fianco dell’allenamento c’è sempre una corretta alimentazione e la fondamentale integrazione. Io seguo la dieta a Zona grazie al supportodel prof. Arcelli e dell’equipe Enervit".

Sondaggio Excite: Vota il "campione" dello sport italiano del 2012

3. Com'era l'ambiente al villaggio olimpico? Ci racconti un aneddoto vissuto al villaggio?
"Il vilaggio olimpico per me è stato un sogno vissuto pochissimo. Sono arrivata e subito sono stata colpita dalla grandezza del tutto: spazi, strutture, atleti e tra questi, in particolare i cestisti che incontravo e che mi sembravano enormi. Devo però ammettere di non esser riuscita a vivermi più di tanto il Villaggio e l’atmosfera perché sono arrivata super concentrata, con un solo obiettivo: quello di vincere. Mi sono presa i miei due ori e poi sono ripartita per l’Italia, frastornata e senza la consapevolezza di quello che mi era capitato".

4. Trillini, Vezzali e Di Francisca. 3 jesine campionese olimpiche di fioretto. Cosa ti accomuna a loro e cosa hai di diverso da loro?
"Io, Giovanna e Valentina siamo tre campionesse nate nella culla del fioretto e di una scuola ereditata dal mitico maestro Triccoli. Ci accomuna l’amore per la nostra terra e la forte passione per la scherma. Con Giovanna Trillini sento di avere un maggiore feeling mentre per Valentina nutro un grande rispetto per i risultati che è riuscita a raggiungere nella sua carriera ma caratterialmente siamo molto diverse".

5. Sei campionessa olimpica individuale e a squadre, vicecampionessa mondiale, campionessa europea e detentrice della Coppa del Mondo. Qual è il tuo prossimo obiettivo sportivo?
"Penso già ai Giochi di Rio de Janeiro 2016 ma prima voglio fare bene nelle prossime competizioni del 2013: Coppa del Mondo, campionati europei e mondiali. Voglio proteggere la posizione acquisita".

6. Dopo le Olimpiadi, sei partita per il Kenya, in Africa con Intervita Onlus. Perchè questo viaggio? Cosa ti ha lasciato?
"Era molto tempo che avevo in mente di voler fare questa esperienza umanitaria in Africa ma solo dopo i Giochi olimpici di Londra 2012, ho avuto il tempo di potermi ritagliare 15 giorni da dedicare a questa missione. Sono stata molto fortunata nella mia vita ed ho deciso che era arrivato il momento di restituire qualcosa agli altri. La cosa che mi ha spiazzato di più è che ho continuato a ricevere altra felicità e a crescere grazie all’incontro di donne e bambini africani fantastici e all’esperienza vissuta con l’associazione onlus “Intervita”. Quello che ho capito in questo viaggio è che tanto è stato fatto, ma tanto c’è ancora da fare! Ho conosciuto Intervita e l’incredibile lavoro che svolge in questo Paese per costruire nuove speranze. Ora so che non serve molto, perché in determinati posti, anche con piccole cose, si possono fare grandi miracoli".

7. Ti sei sempre allenata duramente, ma al contempo curi molto i tuoi hobby, come andare in discoteca e organizzare aperitivi con gli amici. Come impiega il tempo libero una campionessa olimpica?
"Amo molto uscire con gli amici ed è vero, adoro fare un buon aperitivo con loro, magari con un il vino verdicchio che mi piace tanto. Oltre a stare tra la gente, cerco di ritagliare degli spazi per stare insieme alla mia famiglia, andare al cinema, uscire in bicicletta in mezzo alla natura. Insomma, sono una ragazza normale come le mie coetanee".

8. In un'intervista a "CHI" hai dichiarato che sogni di aprire un giorno una gelateria, e nel caso entrasse la Vezzali, le diresti che i gusti son tutti terminati. Era chiaramente una battuta, ma lei ha risposto pubblicamente un po’ seccata: "Per arrivare dove sono arrivata io, ne devi mangiare tanti di gelati". Com'è il tuo rapporto con Valentina Vezzali fuori dalla pedana?
"Non abbiamo rapporti al di fuori della pedane o dalle occasioni di gare a squadre. Diciamo che non siamo care amiche ma credo sia normale visto che la scherma è fondamentalmente uno sport individuale".

9. Com'è cambiata la tua vita dopo i successi delle Olimpiadi?
"Io sono sempre la stessa ma diciamo che ho una vita un po’ più frenetica e devo gestire con attenzione la mia agenda per non sottrarre troppo spazio al mio sport. Inoltre, mi fermano molto di più per strada per ringraziarmi, abbracciarmi…e questa è una cosa meravigliosa".

10. Cosa consiglieresti ad un giovane che si avvicina alla scherma?
"Gli direi di tenere duro e di crederci fino in fondo perché lo sport in generale e la scherma in particolare, prevedono anni di sacrifici, difficoltà e rinunce prima di veder realizzati i propri obiettivi. La scherma, inoltre, ha bisogno di un alto grado di concentrazione, capacità di affrontare lo stress ed equilibrio. Bisogna sempre tenere alte le motivazioni e portare in pedana la carica giusta.

11. Dopo Bortolaso e Tomassini, pochi giorni fa è arrivato l'annuncio shock di Stefano Cerioni, " il tuo c.t", il c.t della Nazionale di fioretto femminile, che partirà per Mosca per allenare la Nazionale russa, dopo la straordinaria Olimpiade di Londra che ha portato tre ori, un argento e un bronzo: successi che si aggiungono ai tantissimi altri da lui conquistati da ct e da schermidore. Cerioni non sarà più il commissario tecnico della Nazionale italiana di fioretto. A nulla è valso il tuo appello (e quello di Arianna Errigo, Andrea Baldini, Valerio Aspromonte) al Coni di martedì scorso per fermare la sua partenza.
Chi è Cerioni? Cosa rappresenta per te e per la scherma italiana? Perchè ha deciso di andare in Russia?

"Per me Stefano Cerioni è un secondo padre. Gli ho sempre raccontato tutto, mi ha presa che avevo 14 anni e mi è stato vicino quando ho avuto la crisi ai miei 18. Tra noi c’è sempre stata complicità e devo a lui tanto. E’ una grave perdita non solo per me ma per tutta la squadra di fioretto. Ha deciso di andare in Russia perché ha avuto un’offerta irrinunciabile ma non credo sia solo questione di soldi. I nostri maestri hanno bisogno di certezze, hanno famiglie da mantenere. In questo la Federazione non li ha tutelati ed è un peccato per noi, per lo sport italiano e per i giovani dietro di noi".

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017